È morto Niki Lauda, leggenda della Formula 1. L’ex pilota austriaco aveva 70 anni. La Ferrari: “È un giorno triste”

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 21 Mag. 2019 alle 07:20 Aggiornato il 21 Mag. 2019 alle 11:29
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Immagine di copertina
L'ex pilota Niki Lauda

Morto Niki Lauda – All’età di 70 anni è morto l’ex pilota austriaco Niki Lauda, una leggenda della Formula 1, tre volte campione del mondo. Ne ha dato notizia la famiglia. “Con profonda tristezza annunciamo che il nostro amato Niki è morto pacificamente con la sua famiglia accanto lunedì”, è il messaggio diffuso dai familiari. Lauda era ricoverato in una clinica privata in Svizzera per problemi ai reni. Otto mesi fa aveva subito un trapianto di polmone.

Morto Niki Lauda | La leggenda della Formula 1 aveva 70 anni

“I suoi risultati unici come atleta e imprenditore sono e rimarranno indimenticabili, come il suo instancabile entusiasmo per l’azione, la sua schiettezza e il suo coraggio. Un modello e un punto di riferimento per tutti noi, era un marito amorevole e premuroso, un padre e nonno lontano dal pubblico, e ci mancherà”, hanno scritto i familiari.

Niki Lauda cause morte: ecco come è morto il pilota di Formula 1

Lauda era nato a Vienna il 22 febbraio del 1949, vinse tre titoli mondiali come pilota di Formula 1 nel 1975, nel 1977 e nel 1984 con McLaren e Ferrari. Rimase gravemente ustionato in un incidente nel 1976. È considerato uno dei migliori piloti della storia.

Morto Niki Lauda | La carriera

Lauda, oltre ad essere un ex pilota automobilistico, era un imprenditore e dirigente sportivo austriaco.

Come imprenditore fondò e guidò due compagnie aeree, la Lauda Air e la Niki. Da dirigente sportivo, dopo avere diretto per due stagioni la Jaguar, è dal 2012 presidente non esecutivo della scuderia Mercedes AMG F1.

Campione del mondo di Formula 1 nel 1975 e 1977 con la Ferrari e nel 1984 con la McLaren, Niki Lauda disputò 171 Gran Premi. Venticinque le vittorie, ventiquattro le pole position e altrettanti giri veloci.

La carriera sportiva di Lauda è stata quella di altissimo livello: in Formula 1 il campione austriaco ha corso per March, BRM, Ferrari, Brabham e, infine, McLaren. Una vita piena di successi che lo considera uno dei piloti migliori della storia della Formula 1.

Conosciuto come “il computer”, per la sua incredibile capacità di individuare, proprio come un elaboratore, tutti i difetti, anche minimi, della vettura che guidava e per l’estrema meticolosità con cui si dedicava al proprio mezzo meccanico.

Nel 1976 in un incidente il suo viso rimase sfigurato, ma Niki affermò che preferiva avere salvo il fondoschiena piuttosto che un bel viso: d’altronde una vettura si guida soprattutto “con il sedere”.

Freddo, poco emotivo e determinato, Niki è sempre apparso agli occhi di chi lo conosceva proprio come un computer, un nomignolo calzante che si è portato dietro per tutta la vita.

Morto Niki Lauda | La Ferrari: “Un giorno triste per la F1”

“Oggi è un giorno triste per la F1. La grande famiglia della Ferrari apprende con profonda tristezza la notizia della morte dell’amico Niki Lauda, tre volte campione del mondo, due con la Scuderia (1975-1977). Resterai per sempre nei cuori nostri e in quelli dei tifosi. #CiaoNiki”, ha commentato su Twitter.

L’ex pilota di Formula 1 Alex Zanardi, intanto: “Ti svegli il mattino, guardi fuori… piove. Che giorno triste. Poi leggi le notizie e scopri che è morto Niki Lauda, uno dei tuoi eroi da sempre. E allora sì, è davvero un giorno triste! Godspeed Niki”.

La McLaren intanto: “Tutti alla McLaren sono profondamente rattristati nell’apprendere che il nostro amico, collega e campione del mondo di Formula 1 1984, Niki Lauda, ​​è scomparso. Niki sarà per sempre nei nostri cuori e custodito nella nostra storia”.

Il ricordo di Luca di Montezemolo: “Caro Niki, grande e vero amico da cinquant’anni, ti penso tanto e la tua scomparsa lascia un enorme vuoto dentro di me”. “Con te ho vissuto alcuni dei momenti più belli della mia vita, abbiamo condiviso tante indimenticabili vittorie della Ferrari e siamo sempre stati uniti da grande affetto, anche quando ci siamo trovati a competere in campi avversi. Sei stato un grande Campione, un Campione del Mondo in pista e fuori, un amico sincero, un uomo diretto e leale”. “Sono vicino – ha detto ancora Montezemolo – con grande affetto ai tuoi figli e a tua moglie e invito tutti i nostri tifosi a rivolgere un ultimo grande applauso a te, indimenticabile Campione”.

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