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Giro d’Italia 2020, settima tappa: terzo brindisi per Arnaud Demare

Di Simone Gambino
Pubblicato il 9 Ott. 2020 alle 17:49 Aggiornato il 9 Ott. 2020 alle 17:51
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Immagine di copertina
Arnaud Demare. Credit: ANSA

E con questa fanno tre in quattro giorni. Sul traguardo di Brindisi, la maglia tricolore di Arnaud Demare (Groupama – Fdj), ha imposto nuovamente la sua legge. Il campione di Francia ha vinto la settima tappa del 103esimo Giro d’Italia, la Matera-Brindisi di 143 chilometri, precedendo lo slovacco Peter Sagan (Bora – Hansgrohe) e l’australiano Michael Matthews (Team Sunweb). Il successo odierno del transalpino è stato disarmante. Sagan, rimasto alla sua ruota ai 200 metri, non ha neppure tentato di superarlo.

Il portoghese João Almeida (Deceuninck – Quick-Step) ha conservato la Maglia Rosa. Una notizia scontata in partenza, posto che quella odierna era, di gran lunga la frazione più facile tra le sette percorse finora. Tuttavia, la prima metà del percorso ha riservato una raffica d’emozioni. Neanche il tempo di partire che andava via una fuga di quattro corridori: Joser Cerny (CCC), Thomas De Gendt (Lotto-Soudal), Marco Frapporti (Vini Zabù-KTM), Simon Pellaud (Androni-Sidermec). La contemporanea presenza del maestro degli attacchi a lunga gittata, De Gendt, e del suo più autorevole allievo italiano, Frapporti, faceva presagire un tentativo di non poco conto. Accadeva, invece, che, a causa del vento trasversale, il gruppo si spaccasse in più tronconi. Nel primo, che andava subito a riprendere il quartetto davanti, si trovavano, insieme alla maglia rosa ed a tutta la sua squadra, anche gli olandesi Steven Kruijswijk (Jumbo Visma) e Wilco Kelderman (Team Sunweb), entrambi ben piazzati in classifica generale. Le compagini dei tre uomini assumevano alla perfezione la conformazione a ventaglio cercando di staccare gli avversari rimasti dietro.

Attardato di circa mezzo minuto c’era un secondo gruppo, meno consistente del primo, comprendente Pello Bilbao (Bahrain Maclaren), Vincenzo Nibali (Trek Segafredo) e Jakob Fuglsang (Astana Pro Team), rispettivamente secondo, quinto ed ottavo in classifica generale alla partenza questa mattina. Lo squalo, aiutato dal fido Jacopo Mosca, riusciva a tappare il buco dopo una quindicina di chilometri. Altrettanti ne servivano al resto dei ritardatari. Un ulteriore gruppo, ancor più indietro, comprendente la maglia bianca Harm Van Houcke (Lotto-Soudal), Domenico Pozzovivo (NTT Pro Cycling) e Simon Yates (Mitchelton Scott) completava il recupero dopo 60 chilometri soprattutto grazie al lavoro di Thomas De Gendt, fermato dalla propria ammiraglia affinché potesse soccorrere il suo giovane capitano. La seconda metà della frazione, tra una caduta e l’altra, fortunatamente senza conseguenze gravi, viveva nell’attesa di una volata che si rivelava senza storia. Con il successo brindisino Demare prende il largo nella classifica a punti, la cui graduatoria è la fotocopia dell’ordine d’arrivo odierno.

Domani si resta in Puglia, idealmente canticchiando la mitica “Passa la corsa” di Toni Santagata, per tanti anni sigla del Giro d’Italia in televisione. I 200 chilometri esatti che separano la partenza da Giovinazzo fino all’arrivo a Vieste sono equamente divisi. Nella prima metà, si attraversa il Tavoliere, liscio come un panno da biliardo. La seconda parte della frazione, invece, si presenta ideale per i colpi di mano. Infatti, superato il GPM di seconda categoria di Monte Sant’Angelo, la strada non dà più tregua ai corridori con un continuo saliscendi fino all’arrivo. Difficile che cambi la classifica, anche in considerazione del tappone di domenica, ma una bella fuga che vada in porto ci sta tutta.

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