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La gaffe di Criscitiello in diretta tv: “Calcio femminile? Parliamo di calcio dai…”

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 29 Mar. 2019 alle 17:56
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Immagine di copertina

Il giornalista di Sportitalia Michele Criscitiello è finito al centro della bufera per una “gaffe” sull’Inter femminile. Durante i saluti della sua trasmissione, il conduttore ha dato la parola a Roberto Scarpini, volto di punta di Inter Tv e ospite del programma. “Ne approfitto per fare i complimenti alla nostra squadra femminile che ha vinto il proprio campionato”, le parole dell’ospite.

Secca la replica di Criscitiello: “Vabbè, parliamo di calcio dai…”. A quel punto si sente uno degli ospiti esclamare “Eh?!” e Criscitiello: “Niente, lasciamo stare…”. La parola passa quindi a Guido Bagatta, altro giornalista ospite: “Sei impazzito, hai camminato su un rasoio eh, io te lo dico”. Quindi, di nuovo, Criscitiello: “Sì sì, però per quanto mi riguarda, noi… ovviamente, vabbè”.

“Gaffe” che ha scatenato una marea di polemiche sui social e non solo. Per questo motivo Criscitiello ha voluto replicare: “Noto con piacere che, in questo Paese di falsi moralisti, siete tutti diventati fan ed esperti di calcio femminile – le sue parole affidate a Instagram -. Va bene seguire la massa ma ribadisco che il calcio femminile è uno sport diverso dal calcio”.

Poi ancora: “Il ritmo è diverso, 22 donne non professioniste non possono coprire gli spazi di un campo 110per62 nello stesso modo di 22 uomini (è fisica), i contrasti sono diversi e la potenza dei tiri non è paragonabile a quella del calcio. È uno sport dilettantistico ed è da rispettare come tutti gli altri ma il calcio è altra cosa – ha ribadito -. Lo Stadium era pieno con ingresso gratuito. Nessuno ad esempio sa che nel basket femminile il pallone è più piccolo rispetto al basket maschile. In Italia abbiamo lanciato prima la moda delle squadre B e adesso quella del calcio femminile”.

criscitiello calcio femminile

Criscitiello ha quindi continuato: “Ben venga ma la Figc non dimentichi che ci sono da risolvere prima altri problemi. Squadre fallite, calciatori disoccupati a 22 anni e plusvalenze fittizie per alterare i bilanci. Chi vuole fare la morale sul sessismo con me casca male: amo le donne, nella mia azienda sono più donne che uomini e da dieci anni la sigla della nostra trasmissione è “Le donne e il calcio…”. Posso accettare solo l’accusa di non essere un appassionato di calcio femminile. Sono gusti. Fenomeni da social avete sbagliato porta. Andate a fare le prediche da falsi preti in altre chiese”.

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