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Home » Sport

Cricket, l’Australia rompe il ghiaccio sulle donne afghane

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Credit: ANSA

E’ toccato, dunque, a Cricket Australia il difficile, ancorché inevitabile, compito di prendere per prima posizione a livello pratico dopo la vergognosa decisione del nuovo governo afghano di vietare alle donne qualunque forma d’attività sportiva. Dopo consultazione con il governo federale e quello statale della Tasmania, Nick Hockley, il CEO della federazione australiana, in un comunicato ufficiale rilasciato poche ore fa ha dichiarato: “Non avremo alternative alla cancellazione del Test Match in programma a Hobart il prossimo 27 novembre se il governo afghano non chiarirà in modo inequivocabile il suo sostegno al cricket femminile”. E’, quindi, altamente improbabile che il tanto atteso scontro inaugurale tra le due nazioni nella forma suprema del gioco, della durata di cinque giorni, abbia luogo.

Tutto secondo copione sarebbe da dire se non fosse che il cricket, nel variegato cosmo dello sport internazionale, ricopre una posizione di peculiarità assoluta con un potere egemonico fortissimo detenuto dall’India, il Paese che controlla i cordoni della borsa di un tesoro in perenne crescita grazie ai diritti televisivi e streaming dei molteplici tornei. Questa situazione è figlia di una travagliata evoluzione avvenuta negli ultimi anni del millennio scorso quando Australia ed Inghilterra, apparentemente in modo spontaneo, rinunciarono al diritto di veto che spettava loro, stile consiglio di sicurezza dell’ONU, in quanto membri fondatori dell’International Cricket Council (ICC). Questo riallineamento portò ad un nuovo equilibrio in cui i due costituenti, unitamente alla Nuova Zelanda, si trovarono improvvisamente minoritari nel contesto di un assise di 10 membri pieni comprendente ben sette entità culturalmente non europee (Bangladesh, India, Pakistan, Sri Lanka, Sud Africa, West Indies e Zimbabwe).

L’ultimo ventennio è stato caratterizzato dalla crescita di molte realtà asiatiche con particolare riguardo agli stati del Golfo Persico e, soprattutto, all’Afghanistan. Il cricket afghano è, infatti, nato in esilio, quando molti degli sfollati, che si rifugiarono in Pakistan dopo l’invasione sovietica del 1980, lo cominciarono a praticare nei campi profughi. Al rientro in patria, costoro portarono con sé il gioco, ergendolo a simbolo di un Paese da sempre sportivamente marginale nell’arena internazionale. Forte dell’improbabile sostegno congiunto di India e Pakistan, due governi che storicamente sono in perenne disaccordo tra loro, la nazionale afghana ha scalato molto rapidamente, a cavallo del 2010, il ranking mondiale. Nel 2017, infine, è giunto l’approdo nel gotha dell’ICC con l’elevazione a membro pieno.

Come in tutto il mondo, anche in Italia non sono mancate immediate dichiarazioni di appoggio al pronunciamento australiano. Il presidente del CONI, Giovanni Malagò è stato perentorio: “Tutto quello che si potrà fare, nei limiti di un’autorità nazionale, il mondo dello sport non solo lo può ma lo deve fare”. Ancora più esplicito il presidente della Federazione Cricket Italiana, Fabio Marabini: “Appoggiamo pienamente la risoluzione australiana. Un regime che, tra i suoi primi atti, ha occupato militarmente la sede dell’Afghanistan Cricket Council ed annunciato l’esclusione delle donne dal mondo sportivo non può essere partecipe di alcun consesso civile. Dopo anni di sforzi economici importanti da parte dell’ICC in un Paese martoriato, proprio ora che si erano abbattute barriere discriminatorie fondamentali, questa decisione costituisce un salto all’indietro di mezzo secolo.”

Per l’ICC, tuttavia, estromettere l’Afghanistan significa buttare a mare poco meno di un miliardo di dollari, investito da inizio millennio sullo sviluppo del gioco nel Paese. Questo fatto, unito al sospetto con cui molte nazioni ai vertici politici del movimento guardano il mondo occidentale, fa comprendere che non è scontato che l’ex stato cuscinetto, tra gli imperi britannico e russo, riceva il cartellino rosso dall’ente internazionale. Non ci vorrà molto a saperlo considerando che il 17 ottobre avrà inizio in Oman ed Emirati Arabi Uniti il mondiale di Cricket T20 a cui l’Afghanistan dovrebbe partecipare.

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