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“Un nazista resta un nazista anche se malato”: Mihajlovic torna in campo e viene travolto dagli insulti

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 26 Ago. 2019 alle 15:04
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Immagine di copertina
Sinisa Mihajlovic. Credit: Twitter

Sinisa Mihajlovic torna in campo, ma non mancano gli insulti

L’allenatore del Bologna Sinisa Mihajlovic torna a bordo campo, ma non tutti lo accolgono con il dovuto rispetto di chi, malato, sceglie comunque di allenare la squadra che guida e sui social si sono moltiplicati gli insulti.

Mihajlovic a sorpresa nella prima giornata di campionato si è presentato sul prato verde del Bentegodi nella sfida del suo Bologna contro l’Hellas Verona. Nessuno si aspettava che il mister si presentasse.

Dopo quaranta giorni di ricovero in ospedale, dove l’allenatore del Bologna sta combattendo la sua battaglia contro la leucemia, Sinisa Mihajlovic si è fatto forza e per la gioia di tifosi (e non) si è presentato allo stadio. Uno sforzo enorme nelle sue condizioni, che, però, il 50enne serbo ha voluto compiere a tutti i costi, almeno nella prima giornata del campionato appena iniziato.

Il gesto di Sinisa Mihajlovic ha commosso tanti, tantissimi tifosi. Ma non solo il mondo del calcio ha sorriso vedendo mister Mihajlovic scendere in campo: in molti hanno riconosciuto la grandezza di quell’azione. “Stesse emozioni e stesso sgomento… #Mihajlovic sta dando a tutti una grande lezione di vita”, si legge sui social. “Uno dei pochi che, dopo aver parlato, lo dimostra coi fatti…. e, che con i fatti, dice più di tante parole… un grande lottatore. In bocca al lupo Siniša”, scrive un altro utente.

Tanti sono commossi dal gesto di Mihajlovic, ma non tutti.

Diversi utenti sui social hanno insultato l’allenatore del Bologna. Alla base delle ingiurie nei confronti di Sinisa Mihajlovic le idee politiche del 50enne serbo. In molti sui social hanno tirato fuori la storia delle forti simpatie dell’allenatore per l’estrema destra serba. In particolare, in passato, Mihajlovic aveva espresso il suo sostegno a Željko Ražnatović, capo del gruppo militare conosciuto come le tigri di Arkan, autore di numerosi crimini di guerra durante le guerre jugoslave.

Per questo l’allenatore serbo del Bologna è finito nel mirino di molti utenti: “Da amico di stragisti a santo il passo è breve. Mi spiace umanamente che sei malato, ma basta santificazioni”, scrive qualcuno. “Per me un nazista resta un nazista anche se malato”, gli fa eco un altro utente.

Ma gli insulti non si fermano alla politica. Qualcuno non si è fermato di fronte alle condizioni di salute di Mihajlovic e ha voluto tirare in ballo le sue qualità tecniche di allenatore o antipatie personali: “Ora si spera che farai meno lo sborone in caso di situazioni arbitrali ambigue”, “è un grande ma ha psicologicamente destabilizzato la squadra”.

Intanto, Mihajlovic ha dato prova di grande coraggio: è uscito dall’ospedale ed è arrivato in campo, un cerotto sul collo e dieci chili in meno, visibilissimi. Idee politiche e qualità tecniche a parte, a un uomo così non si può che riservare un applauso.

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