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Sanremo 2020, Paolo Palumbo ospite al Festival per la seconda serata

Da quattro anni la Sla gli impedisce di comunicare con la sua voce e di muoversi autonomamente, ma non ha intenzione di arrendersi alla malattia: chi è Paolo Palumbo

Di Cristina Migliaccio
Pubblicato il 5 Feb. 2020 alle 18:01 Aggiornato il 5 Feb. 2020 alle 23:29
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Immagine di copertina

Sanremo 2020, Paolo Palumbo ospite al Festival per la seconda serata: chi è il rapper

Paolo Palumbo è uno degli ospiti della seconda puntata del Festival di Sanremo. La kermesse quest’anno è condotta da Amadeus ed è stato proprio lui a volere Palumbo sul palco dell’Ariston.

Il 22enne è affetto da sclerosi laterale amiotrofica, più comunemente nota come Sla, una malattia neurodegenerativa.

Paolo arriva sul palco dell’Ariston con un solo obiettivo, reso realtà grazie ad Amadeus: far conoscere il suo brano, “Io sono Paolo”.

Il testo è stato scritto da lui, lo canterà con Kumalibre (Cristiano Pintus) e Andrea Cutri dirigerà l’orchestra.

“Voglio cantare la Sla a Sanremo. Voglio essere scomodo ma efficace. Amadeus è stato coraggioso a invitarmi e lo ringrazio. Inoltre ho un sogno nel cassetto. Vorrei costruire un centro polifunzionale per l’assistenza dei disabili in una località di mare in Sardegna, dove possiamo essere seguiti e possiamo rilassarci”, ha dichiarato Paolo a Ilfattoquotidiano.

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Paolo Palumbo a Sanremo per cantare la Sla: chi è il rapper

Da tempo, Paolo non è più in grado di parlare, ma proverà a cantare attraverso un riproduttore vocale sonoro che funziona grazie a un sensore ottico.

Sanremo, per lui, è il palco perfetto per “portare il mio messaggio di speranza”, continua l’intervista a Ilfattoquotidiano. “Certo sembra strano parlare di positività da una carrozzina ma è anche un buon modo per farsi ascoltare da un pubblico vasto. Non mi interessa muovere a pietà il cuore della gente ma solo stimolarne la sensibilità su alcuni temi che io ritengo fondamentali. Il tempo che abbiamo a disposizione nel corso della nostra vita veramente nessuno lo sa. Mai però abbandonarsi all’odio, anche se in questo periodo sembra più facile”.

Paolo Palumbo, di Oristano (Sardegna), vuole portare la Sla a Sanremo. Palumbo si schiera in prima linea per diffondere i diritti dei disabili e questo l’ha portato a conoscere Barack Obama, l’ex presidente degli Stati Uniti d’America, durante il “Seed & Chips Global Food Innovation Summit”.

Sono ormai quattro anni che Paolo Palumbo lotta contro la Sla, aveva 17 anni, ma finalmente potrà essere anche lui protagonista di Sanremo, un sogno che si realizza.

Il suo brano, Io sono Paolo, affronta in modo duro e diretto il tema della malattia, un pezzo autobiografico che è stato scartato alle selezioni di Sanremo Giovani, ma che ha colpito il cuore di Amadeus.

Ad accompagnarlo a Sanremo in quest’avventura saranno il padre Marco, il fratello Rosario e un’ambulanza con un’equipe medica, poiché soltanto poche settimane fa ha subito un altro intervento chirurgico.

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