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Sanremo 2020, il monologo di Alketa Vejsiu: il testo e il discorso integrale

Di Marco Nepi
Pubblicato il 7 Feb. 2020 alle 00:22 Aggiornato il 7 Feb. 2020 alle 01:57
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Immagine di copertina

Sanremo 2020, il monologo di Alketa Vejsiu: testo, discorso integrale

Questa sera, 6 febbraio 2020, in occasione della terza serata del Festival di Sanremo, Alketa Vejsiu ha tenuto un monologo sul Festival di Sanremo. La popolare conduttrice albanese è una delle 10 conduttrici scelte da Amadeus per affiancarlo nella conduzione di questa settantesima edizione del Festival.

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Il testo integrale del monologo di Alketa Vejsiu al Festival di Sanremo 2020:

“È un momento importante perché posso raccontare la mia storia. C’era una volta un Paese dove ad ascoltare la musica di Baglioni e Celentano diventavi nemico del popolo e potevi finire in prigione. Sembra assurdo oggi, ma era davvero così se vivevi nell’epoca della dittatura. Se eri bionda eri sospettata, perché bionda era la Carrà. Questo era il prezzo da pagare se vivevi in quegli anni bui. E io oggi sono qua per dire grazie all’Italia per aver tenuto accesi i nostri sogni in quell’epoca”.

“Non ci avete abbandonato mai quando ne avevamo bisogno e prendevamo le navi per raggiungere la costa di fronte. Grazie Italia perché hai illuminato il nostro cammino con la tua arte, bellezza e musica. E grazie Sanremo, perché per tutti noi che ti abbiamo sognato al di là del mare non sei solo il tempio della canzone italiana, ma anche un esempio di integrazione. Dove un giovane ragazzo partito con la nave è sbarcato in Italia e ha realizzato ciò che sembrava impossibile nel mio Paese. Quel ragazzo si chiama Ermal Meta e con la sua vittoria nel 2018 ha risollevato lo spirito e l’orgoglio degli albanesi”.

“Noi che anche ai Mondiali di calcio festeggiamo a ogni gol degli azzurri. Stasera voglio dare un messaggio d’amore: la musica supera i confini tra i Paesi, non ha bisogno di passaporti, visti o bandiere, ma semplicemente si diffonde e ci insegna ad amare e volare. E oggi che il mio Paese fa parte della grande famiglia europea, sono arrivata stasera per essere dentro a questo sogno. E ora mi viene in mente una canzone che Bobby Solo cantò su questo palco. Mio padre la cantava sempre, gli chiesi di cosa parlava il testo di questo brano. Lui mi disse che la lacrima che arriva da un cuore spezzato cresce e diventa un mare. Ecco perché la lacrima è salata, risposi io. Quella lacrima è diventata metafora del dolore. L’Italia è un faro di salvezza: grazie all’Italia”.

Subito dopo, Alketa Vejsiu ha cantato “Una lacrima sul viso” di Bobby Solo… con Bobby Solo! Tra gli applausi del teatro Ariston.

Alketa Vejsiu, chi è la co-conduttrice di Sanremo: la carriera

Nata nel 1984, Alketa Vejsiu si è dichiarata innamorata dell’Italia, “il paese più bello del mondo e gli italiani sono il popolo più bello del mondo in assoluto”.

Laureatasi nel 2007 all’Università di Tirana in Economia aziendale, Alketa ha imparato l’italiano sin da bambina, guardando la nostra televisione. Non ha mai fatto mistero del suo interesse verso l’Italia, “fa parte di me, ce l’ho nel sangue”, ha spiegato.

Prendendo come modelli di riferimento Maria De Filippi e Fiorello (ospite fisso di questa edizione del Festival), Alketa ha detto di essere una gran tifosa del Milan.

Della sua vita privata sappiamo che è sposata con Ardi Nelaj e ha due figli.

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