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Maurizio Manzini: chi è il papà di Francesca Manzini, nuova conduttrice di Striscia la notizia

Di Antonio Scali
Pubblicato il 2 Mar. 2020 alle 17:27 Aggiornato il 2 Mar. 2020 alle 17:30
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Immagine di copertina

Maurizio Manzini: chi è il papà di Francesca Manzini e dirigente della Lazio

FRANCESCA MANZINI PADRE – Dal 2 marzo 2020 Francesca Manzini è la nuova conduttrice, per una settimana, di Striscia la notizia, al fianco di Gerry Scotti. Un debutto assoluto per lei dietro il bancone del tg satirico di Antonio Ricci. Giovane comica e già nel cast di Amici Celebrities, Francesca è figlia di Maurizio, noto dirigente della Lazio.

Attrice, imitatrice e speaker, condurrà Striscia dal 2 al 7 febbraio 2020 su Canale 5. Ha già preso parte anche al film Benedetta Follia di Carlo Verdone. Insomma, una ragazza di appena 30 anni che ha già fatto parecchia gavetta: “Ne ho fatta tanta – ha raccontato al settimanale Oggi -. Cantavo nelle birrerie a 30 euro a sera, poi per tre anni l’animatrice nei villaggi turistici. Ho preso tante ma tante porte in faccia” ma “la sofferenza per me è stata uno stimolo”.

Gerry Scotti e Francesca Manzini conducono Striscia la notizia

Nel corso di questa edizione di Striscia l’abbiamo vista nei panni di una esplosiva e irriverente Mara Venier in uno dei deepfake più riusciti e apprezzati. Parlando di questa nuova esperienza dietro al bancone del tg satirico di Canale 5, Francesca Manzini ha dichiarato: “Mi sento ‘confusa e felice’. Mangio come Gerry, sogno Gerry e condurrò con Gerry… praticamente non vedrete Francesca Manzini, ma il deepGerry. Grazie ad Antonio Ricci per questa grande opportunità e a Gerry che mi terrà per mano per tutta la settimana”.

Ma chi è Maurizio Manzini, il papà di FrancescaSi tratta di un noto dirigente della Lazio, e infatti anche Francesca è tifosa della squadra biancoceleste: “La mia sfida più grande, da ragazza, è stata farmi amare da mio padre quanto lui amava la Lazio. In realtà mi ha sempre voluto bene, e io ho capito che i biancocelesti avrebbero fatto sempre parte di noi. Seguire la Lazio mi ha aiutato a capirlo, conoscerlo. Il mio più grande successo è aver instaurato con lui un rapporto di amicizia, prima che di sangue. Ci stimiamo come persone, al di là del rapporto padre – figlia”.

Maurizio Manzini, chi è il papà di Francesca

Classe 1940, pur essendo cresciuto in una famiglia di romanisti, ha da sempre tifato Lazio. Lavora all’Itavia come Direttore delle vendite ed entra così in contatto con il segretario della Lazio Fernando Vona. Nel 1988 gli viene offerto il ruolo di team manager della società biancoceleste. Un compito molto delicato, in cui deve fare da tramite tra allenatori, dirigenti e calciatori. La gioia più grande nella carriera di Maurizio Manzini risale sicuramente al 2000, quando la Lazio vince lo scudetto.

In un’intervista a Verissimo Francesca Manzini ha parlato del rapporto non sempre sereno con suo padre: “Vivo nel lutto di una persona viva, mio padre. Lui mi ha visto sempre come un fallimento. Io non lo odio. “Per me non esiste padre, madre o sorella, per me esistono esseri importantissimi e fondamentali che sono Maurzio (padre), Gabriella (madre) e Oliva (sorella) che mi hanno dato qualcosa nella loro incapacità nel loro momento di distrazione”.

La nuova conduttrice di Striscia la notizia ha anche raccontato della sua malattia e dei periodi più bui della sua vita, in particolare un’infanzia “non facile” per l’anaffettività della famiglia e i disturbi alimentari avuti durante l’adolescenza. “Sono stata malata per anni – ha raccontato – prima l’anoressia, poi la bulimia. Arrivai a pesare 47 kg e non mi alzavo più dal letto”. “Mi sono lasciata andare e poi mi sono aiutata da sola, perché ero sola, non avevo nessuno: ero una vagabonda, ho frequentato gente brutta e sono arrivata quasi al baratro, poi l’istinto di sopravvivenza ti sveglia”, ha raccontato a Verissimo. “Se ho pensato a un gesto estremo? Può succedere. Mi sono sempre reinventata, sono rinata da sola. Ho subito dei lutti, anche il lutto di una persona viva, mio padre. Lui mi ha sempre visto come un fallimento, ma non lo odio”.

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