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Patrizia De Blanck, da Contessa a Regina della parolaccia

Di Anna Carluccio
Pubblicato il 29 Ott. 2020 alle 13:17 Aggiornato il 29 Ott. 2020 alle 13:18
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Immagine di copertina
Patrizia De Blanck

“Troppe parolacce sono sgradevoli ma un sanovaffaogni tanto non guasta. Proprio per il fastidio delle parolacce ho dato l’addio ad una amica di vecchia data. Come intercalare usava sempre la parola ‘c…’. Più volte le ho detto che mi dava fastidio ma lei, imperterrita, ha proseguito. Ho smesso di frequentarla” (Patrizia De Blanck da un articolo del 2005 dell’archivio Adnkronos).

Ebbene sì, avete letto bene. A parlare era proprio colei che dopo circa 40 giorni di permanenza nella casa del GfVip si è meritata a pieno diritto una promozione nobiliare da Contessa a Regina dell’improperio. Resta un dilemma: cosa può essere intercorso tra dichiarazioni tanto misurate e il turpiloquio sfrenato a cui ha abituato gli spettatori? Ora, intendiamoci, qui nessuno si scandalizza per qualche parolaccia, siamo cresciuti con Sgarbi, e non è questione di bon ton o perbenismo.

Il problema è che dopo un po’ non fa ridere. Sia chiaro, a meno che voi non siate Alfonso Signorini o Pupo. Solo loro dopo quattro, e dico quattro, puntate possono ancora divertirsi come dei bambini quando a una determinata ora la contessa viene invitata a enunciare la sua massima: “È mezzanotte, o si dorme o si fotte“. Roba che magari la prima volta un angolo della bocca si solleva: anche basta no?

Ma questo è ancora niente, quando la contessa del popolo, come lei ama definirsi, schiude le labbra è tutto un fiorire di “Str****, Vaff******, che ca***, rompic*****” . E se avviene durante la diretta naturalmente giù tutti a ridere, perché ormai fa parte del personaggio, questo si aspettano gli autori e questo lei, che è tutto fuorché stupida, gli fornisce copiosamente. Eppure Tata Lucia ce lo ha insegnato per anni: quando il bambino dice una parolaccia non bisogna ridere, altrimenti sarà stimolato a ripeterla all’infinito. Ma qui mi sembra evidente ormai siamo nel campo dell’irrecuperabile.

Però qualcuno dovrebbe ricordare alla Contessa, e a chi la fomenta dentro e fuori la casa, che come tutto anche la parolaccia stufa, soprattutto quando è una evidente forzatura, e soprattutto che è un lusso che non tutti possono permettersi perché di Mara Maionchi (bentornata!) ce n’è una sola.

Detto ciò io posso anche mettermi il cuore in pace e accettare che la contessa si esprima con il linguaggio che più la rappresenta, il problema è che questo è solo uno dei motivi per cui a mio parere a oggi è uno dei personaggi peggiori di questa edizione. Eccone alcuni in ordine sparso:

Forte coi deboli e debole coi forti: a una Flavia Vento in crisi dopo l’ingresso perché le mancavano i suoi cani (lo so, questo meriterebbe un capitolo a parte ma diamolo per assodato) si è rivolta sbraitando “Fatti ricoverare, sei pazza”, frasi che se fossero state indirizzate a chiunque altro sarebbero diventate un caso di stato e invece scivolate come acqua sul marmo; stesso discorso per la povera Guenda Goria, rea di aver messo in difficoltà il suo protetto Enok con una osservazione garbata: “Vaffan****”, “Str****” con tanto di lancio del microfono. Che poi a voler pensar male verrebbe da supporre che questo debole per il fratello di Balotelli sia più una conseguenza diretta di questa sua parentela illustre che dettato da altri motivi; un po’ come quell’ossequio insolito e spropositato per Nostra Signora Elisabetta Gregoraci, super protetta dal programma e prediletta di Signorini. Sarà, ma a osservare attentamente i bersagli dei suoi sfoghi non ci vedo tutta questa spontaneità. Se sei una che si incavola forte lo fai democraticamente e senza distinzioni.

Dispensatrice di perle di saggezza: ossia i momenti in cui mi trovo a rimpiangere le parolacce. C’è la contessa esperta di Galateo che manda in nomination Dayane Mello rea di gridare troppo perché “sai, sei una BELLA ragazza ed è un peccato”. Che persino un Francesco Oppini si è trovato costretto a obiettare: “Ma se era brutta cosa cambiava?”. C’è la contessa consulente sentimentale che a una Guenda in crisi consiglia insistente “trombatelo ogni tanto senza metterci il sentimento”; per passare poi alla versione fine psicologa “C’hanno un altro modo di ragionare..” riferito agli omosessuali, con relativa bufera sui social.

L’intoccabile: sì perché, ancor più della Gregoraci, sembra che a lei in virtù dell’età e della opinabile simpatia, tutto sia concesso. E così in casa quasi nessuno a oggi ha osato nominarla, dando per certo il favore del pubblico e degli autori nei suoi confronti. Esempio lampante quando dopo aver pronunciato la frase “c’ho la voce del frocio”, che aveva fatto indignare il web, se l’era cavata con una stucchevole ramanzina del conduttore (io vorrei ricordare sempre la fine di Fausto Leali, così per dire). Nelle ultime ore a scatenare le ire di molti è stata invece l’invettiva pronunciata contro Tommaso Zorzi (già destinatario di una bottiglia lanciatagli sui testicoli dalla De Blanck) il protagonista indiscusso di questa edizione nonché beniamino del pubblico, invitato a più riprese dalla contessa a spararsi, “così smette di rompere i coglioni”. E anche qui mi chiedo se a pronunciare frasi del genere fosse stato un Dennis Dosio qualsiasi in quale botola sarebbe stato ricacciato.

Ok, voi mi direte: “Vorrei vedere te a 79 anni e con la lussazione dell’anca, gli acciacchi e le gambe gonfie, avere tutta quella verve”. Ma certamente, una tempra invidiabile, non c’è che dire. Ma questo non sposta di una virgola il mio parere su Patrizia concorrente e personaggio televisivo. D’altronde come diceva Groucho Marx “L’età non è un argomento particolarmente interessante. Tutti possono diventare vecchi. Tutto ciò che devi fare è vivere abbastanza a lungo”.

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