Banner donazione
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » Esteri

Quando la polizia interruppe l’ultimo concerto dei Beatles (su un tetto di Londra)

Immagine di copertina

Il 30 gennaio 1969 i quattro di Liverpool suonarono per l'ultima volta dal vivo e scelsero di farlo sul tetto di un edificio londinese (prima dell'arrivo della polizia)

Quando la polizia interruppe l’ultimo concerto dei Beatles (su un tetto di Londra)

Tutte le più belle avventure hanno una fine, spesso condita di amarezza e dispiacere. Ma anche un finale amaro può comunque essere glorioso e indimenticabile. È probabilmente il caso della grande avventura dei Beatles e del loro ultimo concerto, che si tenne il 30 gennaio 1969.

Il quartetto composto da John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr era nato meno di un decennio prima nei locali notturni di Liverpool, nel nord dell’Inghilterra, e solo nel 1963 aveva pubblicato il suo primo album, Please Please Me.

Nei sei anni a seguire i quattro ventenni erano diventati la band più nota al mondo e attraverso una sequenza impressionante di album, sintomi di una verve creativa inarrestabile, erano maturati a vista d’occhio, influenzando al tempo stesso la musica di tutto il panorama rock dei loro contemporanei, nonché il costume della società dell’epoca.

La fine vera e propria sarebbe arrivata solo il 10 aprile 1970, quando Paul McCartney annunciò ufficialmente la sua dipartita dal gruppo, un mese prima dell’uscita dell’ultimo album composto dai quattro, Let It Be, ma quella di gennaio è spesso ricordata come la fine simbolica dei fab four, visto che si trattò dell’ultima volta in cui il gruppo suonò insieme dal vivo, e lo fece in grande stile.

La performance avvenne infatti sul tetto sopra al quinto piano del palazzo dell’etichetta discografica di loro proprietà, la Apple, al numero 3 di Savile Row a Londra, e fu ripresa dalle macchine da presa che stavano girando il documentario Let It Be, che sarebbe stato il documento definitivo dei loro ultimi mesi insieme.

Nell’occasione, i Beatles suonarono diverse versioni di cinque canzoni – Get Back, Don’t Let Me Down, Dig a Pony, I’ve Got a Felling e One After 909 – e dopo 42 minuti di esibizione furono costretti a fermarsi a causa dell’arrivo sul tetto della polizia londinese, obbligata a intervenire per il forte volume e per l’ingorgo che si era creato sotto al palazzo e nelle vie limitrofe una volta sparsasi la voce del concerto.

“C’era l’idea di suonare di nuovo dal vivo, e ci chiedevamo dove saremmo potuti andare: magari al Palladium, o nel Sahara. Ma avremmo dovuto organizzare un grosso spostamento, così abbiamo deciso: ‘Andiamo sul tetto’”, ha ricordato Ringo Starr.

Lo spettacolo sul tetto iniziò verso mezzogiorno, più meno all’ora in cui gli impiegati dei vicini uffici andavano a pranzo. Così, nonostante potesse vederli solo chi si trovava ai piani più alti, in molti si radunarono in basso una volta partita la musica.

Per scongiurare il freddo del gennaio londinese, Lennon aveva preso in prestito la pelliccia di Yoko Ono, mentre Ringo Starr indossò l’impermeabile rosso della moglie Maureen. Inoltre, per evitare che il vento diventasse un problema per il suono, i microfoni furono avvolti con calze da donna, che l’ingegnere del suono Alan Parsons dovette comprare quella mattina.

“Entrai in questo grande magazzino e dissi: ‘Mi servono tre paia di collant. Non importa di quale taglia’”, raccontà Parsons. “Pensavano che fossi un rapinatore di banche o un travestito”.

Il traffico a Savile Row e nelle strade limitrofe si interruppe, fino a quando la polizia non arrivò dalla centrale di West End Central e salì sul tetto per chiedere al gruppo di smettere di suonare.

Terminata l’ultima versione di Get Back, rimase storica la battuta di John Lennon al microfono, che salutò l’invisibile pubblico esclamando: “Vorrei ringraziare a nome del gruppo, spero che abbiamo passato l’audizione”.

Nonostante il loro concerto rimanga il più famoso tra i pochi che abbiano avuto luogo su un tetto, non si trattò del primo. Questo primato va al gruppo californiano dei Jefferson Airplane, che il 7 dicembre 1968, poco più di un mese prima dei Beatles, suonò in cima allo Schuyler Hotel di New York. È rimasto storico anche quello degli U2 che, citando esplicitamente i Beatles, registrarono nel 1987 il video per il loro singolo Where the Streets Have No Name sul tetto di un negozio di liquori di Los Angeles, anche in questo caso prima di smettere a causa dell’intervento delle forze dell’ordine.

L’evento fu tanto più importante perché, sebbene allora nessuno sapesse che si trattava della loro ultima esibizione dal vivo, era in ogni caso la prima dopo tre anni, dall’agosto 1966, quando dopo anni di tour a getto continuo, i quattro avevano deciso di smettere con i live per esaurimento e perché l’isteria del pubblico era tale da non permettere loro nemmeno di ascoltarsi mentre suonavano.

Di quella performance di circa 40 minuti, abbiamo ancora oggi modo di avere un’idea piuttosto precisa…

Ti potrebbe interessare
Esteri / Alaska, uomo combatte con un orso per una settimana: trovato per caso, è salvo
Esteri / L’appello di Lula a Draghi: “Il vaccino è per tutti, non solo di chi lo può comprare”
Esteri / India, 4.300 morti in due mesi per i contagi da fungo nero: “Un’epidemia nella pandemia”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Alaska, uomo combatte con un orso per una settimana: trovato per caso, è salvo
Esteri / L’appello di Lula a Draghi: “Il vaccino è per tutti, non solo di chi lo può comprare”
Esteri / India, 4.300 morti in due mesi per i contagi da fungo nero: “Un’epidemia nella pandemia”
Esteri / Indonesiano positivo al Covid finge di essere la moglie e prende un aereo: scoperto durante il volo
Esteri / Come funziona il Green Pass all’estero: ecco i Paesi dove è obbligatorio e per quali attività
Esteri / Ombre cinesi sul G20 di Napoli: Pechino complica l'accordo sul clima
Esteri / “Chiedono il vaccino ma è troppo tardi”: il racconto del medico che cura i pazienti Covid non vaccinati
Esteri / Ungheria, Orban sfida l'Ue: "Un referendum sulla legge anti-Lgbtq"
Esteri / Jeff Bezos ringrazia i dipendenti e i clienti Amazon: “Avete pagato il mio volo nello spazio”
Esteri / C'è anche Macron nella lista dei probabili spiati col software Pegasus