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Home » Spettacoli » Musica

La cantante Fanya Di Croce a TPI: “La musica è la mia vita e ora mi manca”

Immagine di copertina
Fonte: Instagram

Promuovi la tua musica: Fanya Di Croce racconta i suoi progetti presenti e futuri 

Fanya di Croce: “La musica è la mia vita e ora mi manca”

Stefania Di Croce, in arte Fanya, è una giovane cantante di talento che ha avuto l’opportunità di emergere attraverso la sua arte e ora ha deciso di restituire una parte delle opportunità che ha avuto, lanciando, in collaborazione con l’etichetta discografica Smilax Publishing, il tour “Promuovi la tua musica”: un’iniziativa rivolta ai giovani musicisti desiderosi di mettersi alla prova e far conoscere il proprio talento. Nei prossimi mesi, verrà distribuita in tutta Italia la compilation con le canzoni vincitrici di ogni tappa.

Il progetto sta coinvolgendo tutte le località italiane ed è condotto dall’attore Fabio Massenzi. L’emergenza che stiamo vivendo, ovviamente, ha fermato tutte le esibizioni; la passione e l’entusiasmo, tuttavia, sono intatti, al pari della volontà di ripartire, come ha raccontato l’artista a TPI.

Come nasce il progetto Promuovi la tua musica? In cosa consiste e a chi è rivolto?

Promuovi la tua musica è un laboratorio alchemico, una bottega artistica dove ciascuno può sperimentare e sperimentarsi dal vivo. È l’occasione per chi crede in se stesso, per chi – con tenacia – vuole davvero provare a mettersi in gioco e realizzare i propri sogni. È per questo motivo che i nostri luoghi di esibizione sono i teatri di tutta Italia.

Quali generi prediligete? Quali sono le caratteristiche dei giovani artisti che si rivolgono a voi? Quali sono le loro speranze?

Il bando é rivolto a tutti gli artisti emergenti, senza distinzione di generi. Potranno partecipare singoli e band. Sul nostro palco si ascolteranno progetti diversi: dal pop al rock, passando dal jazz al rap, quest’ultimo amatissimo dai giovani che oggigiorno coltivano la passione per la musica con determinazione e consapevolezza, ben sapendo quanto sia difficile e complesso affermarsi e promuoversi. Non è importante la luce del riflettore, ma quella fievole fiammella del nostro intimo sentire. È fondamentale non bruciare le tappe, “essere, prima di apparire”, altrimenti si rischia di perdere anche i sogni.

Fanya, l’intervista a TPI | Sono ormai oltre dieci anni di attività. Come nasce la sua passione per la musica? Quando ha iniziato a esibirsi?

La musica è sempre stata la costante della mia vita. Ho iniziato all’età di 17 anni, esibendomi nei piccoli club, pub, e come supporter di artisti italiani nelle piazze d’Italia. Esperienze fondamentali per la mia crescita artistica.

Chi sono i suoi modelli, i suoi punti di riferimento? Qual è il suo genere e qual è un genere che non ha ancora sperimentato e la affascina?

Mi piace la scrittura ricercata, unica e non banale, sicuramente cantautorale: De Gregori, De Andrè, Battiato, amo il timbro vocale di Joe Cocker e Steven Tyler. È ovvio che la mia anima mi induca a prediligere la musica rock. La voce graffiata, “sporca” riesce sempre a emozionarmi. Mi affascina molto la musica etnica, araba, chillout.

Tornando al suo progetto, quali sono le prospettive di ripartenza dopo il Coronavirus?

Mi auguro di ripartire presto, in sicurezza, con il tour di Promuovi la tua musica: sono oltre ottanta gli artisti che avrebbero dovuto esibirsi nelle tappe di Milano e Matera, entrambe annullate a causa di questa emergenza.

Ci racconti gli episodi più significativi della sua carriera? C’è un incontro che l’ha segnata in maniera particolare, un aneddoto che ricorda con piacere?

Difficile mettere a fuoco gli episodi più significativi. Ogni esperienza mi ha regalato sempre qualcosa di unico. Sicuramente, ricordo con piacere il concerto del Nomadincontro: aver condiviso il palco con i Nomadi, non soltanto in quell’occasione, è stato veramente emozionante, come aver ricevuto diversi premi nei vari festival. Il videoclip musicale girato pochi mesi fa a New York che dovrebbe esser pubblicato tra un paio di mesi è un altro episodio che mi ha segnato: come persona e come artista. Infine, cito ancora questo  tour “Promuovi la tua musica” che ho voluto fortemente portare avanti e che oggi è diventato una fantastica realtà.

 

 I concerti, purtroppo, non sono ancora possibili e, forse, non lo saranno per lungo tempo. Qual è la differenza fra cantare una canzone ed esibirsi davanti al pubblico?

In questi ultimi tre anni, con il tour “Promuovi la tua musica”, dedicato alla musica emergente, abbiamo calcato diversi teatri in Italia. Sono stati oltre mille gli artisti che, con il loro entusiasmo, hanno portato la propria arte nella nostra iniziativa. Non nascondo che mi ha fatto molto male dover annullare alcune date a causa di questo virus. La magia e l’empatia che regala la musica dal vivo non ha eguali. Direi che è fondamentale tracciare un ponte invisibile e incontrare lo sguardo, l’immedesimazione di chi ti ascolta. Non solo è una grande soddisfazione, ma è una grande palestra per chi vuole intraprendere questo mestiere.

Se dovesse riassumere l’ultimo decennio con il verso di un suo brano, quale sceglierebbe?

L’amore pretende qualcosa in più, tutto… il contrario di niente.

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