“Leaving Neverland”, il documentario scandalo su Michael Jackson arriva in Italia con doppio appuntamento in tv

Il docu-film accusa il Re del Pop di abuso su minori tramite due testimonianze, che hanno scatenato grandi polemiche in tutto il mondo.

Di Cristina Migliaccio
Pubblicato il 18 Mar. 2019 alle 14:10 Aggiornato il 18 Mar. 2019 alle 15:31
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Immagine di copertina
Michael Jackson, il Re del Pop

LEAVING NEVERLAND MICHAEL JACKSON DOCUMENTARIO – La versione integrale dura 236 minuti  e in Italia viene trasmessa per la prima volta sul canale Nove.

Il documentario “Leaving Neverland” dedicato ai retroscena scandalosi della vita di Michael Jackson ha debuttato dapprima al Sundace Film Festival (a gennaio 2019), in seguito è stato distribuito da HBO il 4 e 5 marzo e infine è arrivato in Italia, diviso in due parti (da 120 minuti l’una) trasmesse il 19 e il 20 marzo alle 21.25 su Canale Nove.

A dieci anni dalla morte del Re del Pop, un documentario-denuncia dà voce alla testimonianza di due presunte vittime, spaccando ancora una volta il mondo della musica (e non solo) in due.

Leaving Neverland Michael Jackson documentario | Di cosa parla? | Il trailer

Era il 25 giugno 2009 e Michael Jackson lasciava questo mondo con una scia di misteri; tra questi, la dura accusa di pedofilia con la quale il Re del Pop ha dovuto combattere quando era ancora in vita: il cantante ha anche affrontato un processo per questo ed è stato assolto nel 2005.

Il documentario, diretto da Dan Reed, riporta le storie di Wade Robson e James Safechuck, entrambi vittime degli abusi da parte del cantante, secondo quanto riportato nel docu-film.

Neverland non è stata quell’oasi incantata che Jackson aveva realizzato come rifugio sicuro, non per quei due bambini che, a distanza di anni, hanno avuto il coraggio di raccontare la propria storia davanti a una telecamera.

“C’era un attico al terzo piano della casa. Era isolato. Andavamo là e facevamo sesso”, questa è soltanto una delle dichiarazioni shock riportate nel docu-film.

Leaving Neverland Michael Jackson documentario | Wade Robson e James Safechuck

Wade ha conosciuto Jackson all’età di cinque anni, poiché vinse un concorso per imitatori in Australia e incontrò nel backstage il cantante durante una tappa del tour; l’accusa di pedofilia che muove Wade Robson riguarda una fetta di tenera età che va dai sette ai quattordici anni.

James Safechuck invece nel 1987 girò uno spot pubblicitario della Pepsi insieme al Re del Pop.

Entrambi gli uomini, reduci da un’infanzia traumatica, sono il cuore di questo documentario che ripercorre le storie di questi due bambini fatti ormai uomini tramite lunghe interviste sia ai diretti interessati che ai loro famigliari. A dare maggiore spessore alle parole di Wade e James, ci sono immagini d’epoca, fotografia insieme a Michael, i messaggi in segreteria lasciati dallo stesso cantante se non addirittura dei fax che lo stesso Jackson spediva a casa di Robson.

Ciò che complica questi racconti è l’amore assoluto che all’epoca le due (presunte) vittime provavano nei confronti di Michael Jackson. Entrambi, infatti, ammettono di non aver mai vissuto la loro condizione come un abuso, ma di aver sempre creduto che quella fosse una dimostrazione d’amore. Quello che è conosciuto come il meccanismo di grooming, ovvero la preparazione psicologica utilizzata dai pedofili nei confronti delle proprie vittime per farle sentire amate e speciali, è una condizione poi allargata anche alla realtà famigliare. Di fatto, nel documentario sono presenti le testimonianze delle famiglie, come è accaduto per la madre di Wade, assuefatta dalle attenzioni del cantante tanto da reputarlo come uno di famiglia.

Leaving Neverland Michael Jackson documentario | Le conseguenze

Nessuna di queste accuse arriva a cuor leggero ed è sicuramente difficile averci a che fare. Il mondo, però, ha prontamente reagito alla denuncia del documentario.

Il marchio Louis Vuitton, ad esempio, ha ritirato pezzi della collezione uomo autunno-inverno 2019 dedicati a Michael Jackson; delle radio canadesi e in Nuova Zelanda hanno rimosso i suoi brani dai propri palinsesti e, ancora, la celebre serie animata “I Simpson” ha ritirato un episodio in cui il cantante prestava la propria voce a un personaggio.

Una delle conseguenze più gravi di queste denunce l’ha provata la figlia di Michael, Paris, alla quale il celebre sito Tmz ha voluto affibbiare un tentato suicidio che la ragazza ha poi smentito su Twitter.

Michael Jackson, è giallo sul tentato suicidio della figlia Paris dopo il documentario sulle presunte molestie del padre

Le proteste contro il documentario non sono mancate: in Inghilterra, al di fuori della sede di Channel 4 (che ha mandato in onda il film), i fan del Re del Pop hanno manifestato con lo slogan: “I fatti non mentono, le persone sì”.

Intanto, la società amministrativa dell’eredità Jackson ha intentato una causa da 100 milioni di dollari contro HBO; alla luce dei fatti, “Leaving Neverland” è il terzo documentario più visto di sempre.

Leaving Neverland Michael Jackson documentario | Il Re del Pop

Chi è Michael Jackson è una domanda alla quale, nel 2019, possiamo anche non rispondere più. Conosciuto anche semplicemente come “Il Re del Pop” (in lingua madre The King of the Pop), Jackson è un’icona della cultura popolare grazie al suo contributo musicale e artistico.

Al Guinnes dei primati, il cantante di Thriller (il cui omonimo album ha venduto cento milioni di copie) è riconosciuto come l’artista con il maggior successo commerciale di tutti i tempi; non a caso, Jackson è l’artista più premiato nella storia della musica (avendo portato a casa oltre cento premi durante la sua carriera).

Un cantante che ha fatto parlare tantissimo di sé, in vita e anche dopo la sua morte. A Jackson vanno riconosciuti molti crediti, come ad esempio le sue iniziative umanitarie e le lotte per i diritti degli animali: ha donato quasi quattrocento milioni di dollari in opere di beneficenza e di filantropia, in particolare per ospedali e orfanotrofi.

Ma, a far parlare di sé non è stata soltanto la sua musica, ma anche molte scelte della vita personale: il cambio d’aspetto è stato sicuramente il più discusso, ma anche la sua vita privata.

La prima accusa di molestie sessuali su minore arrivò nel 1993. Accuse più infamanti arrivarono da Gavin Arvizo, il cui processo iniziò (e terminò) nel 2005 e la giuria espresse un verdetto unanime di “non colpevolezza”.

Seppur assolto dalle accuse, il Re del Pop non è riuscito a reggere il peso di questa storia e, assumendo una dose eccessiva di Propofol (somministrata incautamente dal medico che poi è stato condannato per omicidio colposo), si è spento il 25 giugno 2009.

Leaving Neverland Michael Jackson documentario | Dove vederlo in streaming e tv

Il documentario su Michael Jackson viene trasmesso in doppio appuntamento (19 e 20 marzo 2019) su Canale Nove.

Se vi dovesse servire una piattaforma streaming da utilizzare in mancanza di televisore, Discovery ha pensato anche a questo, mettendo a disposizione la piattaforma Dplay tramite la quale è possibile recuperare la messa in onda dei programmi, tra cui anche Leaving Neverland.

Leaving Neverland: ecco dove vedere in tv e diretta streaming il documentario su Michael Jackson

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