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Agostino Gambino (Int.9) a TPI: “Vogliamo aprire uno spazio di confronto sul presente e sul futuro del cinema”

Immagine di copertina
Da sinistra: Federico Vallati, Agostino Gambino e Giulio Cicolella di Interno9. Credit: INT.9

“Ho utilizzato Instagram per scrivere a firme note: sono arrivati e sono rimasti a dialogare con il pubblico”. La guida del progetto Interno 9 spiega a TPI: “Abbiamo organizzato delle giornate di incontro a Cannes e ripeteremo l'esperienza a Venezia”

In un momento storico in cui si parla spesso delle difficoltà delle nuove generazioni ad affacciarsi al mondo della produzione culturale, c’è chi ha deciso di non attendere opportunità dall’esterno, ma di crearle. È da questa visione che nasce Interno 9, un luogo che è ​parte dell’associazione VisionArte, fondato da sette ragazzi poco più che ventenni (Agostino Gambino, Federico Vallati, Giulia Agosta, Carlo Chinca, Niccolò DOttavio, Giulio Cicolella. Matteo Sette) con l’obiettivo di costruire un ponte concreto tra i talenti emergenti e il mondo della produzione audiovisiva.

Alla guida del progetto c’è Agostino Gambino: «Abbiamo creato un cineclub anticonvenzionale, dove non ci sono sedie ma tappeti. Ho cominciato a scrivere sia a registi indipendenti che a firme note su Instagram. Sono arrivati Giacomo Abruzzese, Francesca Comencini, Tommaso Santambrogio, Gaspar Noé e molti altri che dopo il film sono rimasti a dialogare con il pubblico, aspetto fondamentale, perché non siamo più abituati al confronto in presenza». 

Interno 9 è un vero laboratorio di creatività e confronto dove trovano posto occasioni di formazione e spazi dedicati alla post-produzione audiovisiva. «In questi mesi è emersa la necessità di aprire uno spazio di confronto sul presente e futuro del cinema italiano – aggiunge Agostino Gambino – per questo abbiamo organizzato delle giornate di incontro al Festival di Cannes dove abbiamo coinvolto attori, registi, produttori, direttori di festival. Esperienza che ripeteremo alla prossima Mostra del Cinema di Venezia, da cui speriamo di uscire con una piattaforma di proposte che possano far funzionare meglio il settore audiovisivo». E forse è proprio questa la lezione più importante che arriva da questa realtà romana: il futuro della cultura si costruisce creando spazi di incontro, di condivisione e di possibilità.

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