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Coronavirus, la dichiarazione shock di Chiara Biasi: “Non muore nessuno che mi sta sul c***o”

Crediti: Instagram
Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 5 Mar. 2020 alle 08:29 Aggiornato il 9 Mar. 2020 alle 14:34

Coronavirus, la dichiarazione shock di Chiara Biasi: “Non muore nessuno che mi sta sul c***o”

Ennesima gaffe per Chiara Biasi. Dopo l’uscita infelice del Principe William, lo scivolone è toccato all’influencer italiana. In tempi d’emergenza sanitaria come questa, è facile cadere nell’errore di superare il limite, difendendosi dietro una patina d’ironia. Mentre in Italia, causa Coronavirus, chiudono le scuole e ci si organizza per lo smart working (volto a diminuire sempre più i contatti e l’esposizione al virus), sui social personaggi come Chiara Biasi invece si lasciano andare ad alcune frasi sconvolgenti che hanno dato da parlare al popolo del web.

Crediti: Instagram

L’influencer ha pubblicato uno screen di una chat privata dove aveva scritto: “E nessuno che mi sta sul c***o che muore!”, una frase che ha provocato una valanga di polemiche. La Biasi, nella conversazione con una figura amica, ha commentato il quadro attuale della situazione al Nord d’Italia e in particolare a Milano, condizioni critiche che hanno avuto grandi conseguenze sul nostro paese. Ma anche le parole di Chiara Biasi hanno avuto delle conseguenze. Nonostante l’influencer abbia cancellato prontamente la storia su Instagram, i follower più scaltri hanno ugualmente diffuso lo screenshot, lanciandola in pasto ai lupi.

 

Questa non è la prima volta che Chiara Biasi viene presa di mira: era accaduto anche tempo fa, dopo alcune dichiarazioni controverse a “Le Iene” quando fu protagonista di uno scherzo. La Biasi, in quell’occasione, aveva dichiarato che non si sarebbe alzata dal letto la mattina se non per almeno 80mila euro, una frase infelice che ha fatto molto discutere. A distanza di tempo, il suo nome rimbalza nuovamente da un follower all’altro e non per buona pubblicità. Intanto l’Italia è nella morsa dell’emergenza Coronavirus ed è costretta a fermarsi per un po’, tra scuole e università chiuse.

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