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Sul palco dei Golden Globe il discorso politico di Alfonso Cuaron: “Il cinema costruisce ponti e distrugge muri”

Il messicano vince la statuetta come "Miglior regista". Il suo "Roma" guadagna il premio come "Miglior film straniero"

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 7 Gen. 2019 alle 10:16 Aggiornato il 7 Gen. 2019 alle 10:17
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Immagine di copertina
Alfonso Cuaron. Credit: AFP

“Il cinema costruisce ponti e distrugge muri”. Queste le parole di Alfonso Cuaron stringendo stretta tra le mani la statuetta come “Miglior regista” per il film Roma. Il 57enne è salito sul palco di Los Angeles e ha fatto uno dei discorsi politici più forti della serata.

La provocazione, da messicano, va alla politica anti immigrazionista che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta portando avanti per la costruzione di un muro al confine tra Usa e Messico.

Roma di Cuaron guadagna anche il Globe come “Miglior film in lingua non inglese”.

Roma

Il film è ambientato nel Messico del 1970 e prende il nome da Roma, un quartiere in cui vive la classe medioborghese di Città del Messico.

La pellicola racconta un periodo di grande instabilità economica e politica che ha interessato il paese negli anni Settanta.

Protagonista della pellicola è Cleo, la domestica di una famiglia borghese che si occupa di marito, moglie, nonna, quattro figli e di un cane.

La domestica è di origine india, a differenza della famiglia presso cui lavora che discende invece dagli spagnoli e interagisce solo con americani di alto rango presenti in città.

Cleo è più che una domestica: è una tuttofare deve occuparsi di ogni singolo bisogno dei membri della famiglia. Nel film la vediamo prendersi cura dei bambini, della madre e persino degli escrementi del cane.

Alfonso Cuaron è riuscito a raccontare nel suo film le contraddizioni del Messico degli anni Settanta, in cui il benessere ostentato dalle classi più agiate si scontra con la condizione di schiavitù in cui sono costretti a vivere i più poveri, condannati dalla nascita ai lavori più umili.

Sullo sfondo, le tensioni sociali che hanno interessato il paese in quegli anni e che eromperanno nel corso del film, mentre i politici cercano frettolosamente di adeguare il loro messaggio e le loro agende alla nuova situazione per non perdere consensi.

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