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Salvini spacca la Chiesa, ma come hanno votato i cattolici praticanti alle Europee? Il sondaggio

Di Laura Melissari
Pubblicato il 30 Mag. 2019 alle 09:51 Aggiornato il 30 Mag. 2019 alle 10:15
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ultimissimi sondaggi | La Lega è il primo partito tra chi va regolarmente a Messa. Solo un anno fa era il quarto. A dirlo è Nando Pagnoncelli, noto sondaggista di Ipsos, in un’intervista ad Avvenire sugli ultimi sondaggi. Analizzando i dati dei cattolici praticanti che il 26 maggio hanno votato alle Europee, si evidenzia come uno su tre ha votato Lega.

“Se alle politiche il 30,9% di coloro che va a messa la domenica votava M5s, il 22,4 votava Pd, il 16,2 Forza Italia e il 15,7 la Lega”, ha spiegato Pagnoncelli al quotidiano cattolico Avvenire.

“Domenica scorsa è cresciuta l’astensione e il 32,7 per cento (cioè solo un punto e mezzo meno rispetto al voto totale) ha scelto Salvini, il Pd è cresciuto con il 26,9, il M5S è precipitato a 14,3 e Forza Italia a 9,9. E il 6,1 ha votato la Meloni”.

Ultimissimi sondaggi oggi: il voto dei cattolici | “Sappiamo che tra i praticanti settimanali prevale ormai la componente anziana, meno secolarizzata e che vive nei piccoli centri, attenta alla tv più che ai giornali e quindi più esposta agli allarmi sociali”, ha evidenziato il sondaggista.

Lo scontro all’interno della Chiesa sulla figura di Matteo Salvini è ormai evidente. Salvini utilizza sempre più spesso simboli cattolici in pubblico, come al comizio dello scorso 18 maggio a Milano, o la notte delle elezioni, quando ha baciato il rosario e il crocifisso. E cita spessissimo la sua fede, o si affida a figure religiose come la Vergine Maria.

La replica del mondo cattolico | A prendere posizione contro Salvini e il suo sbandierare simboli cristiani è stata una ampia parte del mondo cattolico, che lo accusa di non agire secondo il messaggio di Cristo, pur manifestandolo così pubblicamente.

“Mentre Matteo Salvini esibiva il Vangelo come un amuleto e si affidava al Cuore Immacolato di Maria una nave carica di naufraghi riceveva il divieto di approdare a Lampedusa e l’Onu ci condannava per violazione dei diritti umani. L’uso strumentale feticista della religione del segretario della Lega. Cos’altro manca per suscitare l’indignazione dei cattolici?”, scriveva il settimanale Famiglia Cristiana.

Gli faceva eco Padre Antonio Spadaro, direttore della Civiltà Cattolica “Rosari e crocifissi in politica, i cristiani si indignino”.

Anche il segretario di Stato Vaticano, Parolin è intervenuto velatamente: “Invocare Dio per se stessi è sempre molto pericoloso. Io credo che la politica partitica divida, Dio invece è di tutti”.

“Io testimonio la mia fede salvando vite umane (i morti in mare, come gli sbarchi, sono calati del 90%) e combattendo gli schiavisti e i trafficanti di esseri umani, accogliendo chi ha davvero bisogno ma facendo rispettare regole e confini”, aveva detto Salvini al comizio a Milano del 18 maggio.

“Felice del sostegno da parte di tante donne e uomini di Chiesa, lavoro per riportare anche l’Europa sulla via della difesa delle sue radici giudaico-cristiane, negate e dimenticate dai burocrati di Bruxelles servi degli interessi della finanza e dei poteri forti”, aveva detto Salvini.

Salvini e il papa: è scontro?

Secondo un retroscena pubblicato dal Fatto Quotidiano alcune settimane fa, Bergoglio avrebbe detto di non voler incontrare Salvini. “Finché non cambia linguaggio e politiche, io non posso e non voglio stringergli la mano”.

Sulla ricostruzione era intervenuto lo stesso ministro dell’Interno, smentendo categoricamente quanto riportato dal Fatto: “Non ho mai chiesto un incontro a Papa Francesco”.

“Mi piacerebbe incontrare il Papa”, aveva detto poi detto qualche settimana fa. “Mi piacerebbe essere ricevuto dal Papa ma non l’ho mai chiesto. È una delle persone più stimolanti e affascinanti; avrei solo da imparare. Se ce ne sarà l’occasione lo incontrerò più che volentieri. L’accoglienza è un ‘dovere nei limiti del possibile’, dice il catechismo della Chiesa cattolica. Il possibile è stato superato”, aveva detto il ministro dell’Interno.