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Esclusivo TPI – “Io, studente malato di distrofia, chiedo e-book specifici per disabili: dal Governo solo promesse, poi 6 mesi di silenzio”. E la petizione su Change.org sfiora le 150mila firme

La battaglia di Carlo Guglielmo Vitale, 32enne affetto da distrofia muscolare di Duchenne: "Sono stanco di affrontare ogni volta una ricerca impossibile di testi per preparare i miei esami"

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 19 Ago. 2019 alle 18:05 Aggiornato il 19 Ago. 2019 alle 19:44

Da mesi chiede e-book per disabili, ma nessuno lo degna di una risposta. Carlo Guglielmo Vitale ha 32 anni, vive a Roma ed è affetto da distrofia muscolare di Duchenne. Al mattino lavora in un ente pubblico e al pomeriggio studia: vuole prendere la seconda laurea dopo quella in Scienze politiche, già conseguita alcuni anni fa. La sua malattia, però, gli impedisce di sfogliare i libri cartacei e lo costringe a studiare con l’ausilio di un computer.

Nel dicembre 2018 Vitale ha lanciato una petizione sulla piattaforma online Change.org per chiedere al Governo e alle case editrici di mettere in commercio le versioni digitali dei libri specialistici allo scopo di garantire il diritto allo studio e alla formazione a tutte le persone con disabilità (qui il link per firmare la petizione).

Poche settimane dopo, il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ha risposto pubblicamente all’appello, assicurando che avrebbe trovato presto una soluzione. Da allora, tuttavia, Vitale non ha più saputo nulla e sulla vicenda è calato il silenzio.

Nel frattempo, la petizione lanciata su Change.org ha raccolto oltre 144mila firme. Ora Vitale rilancia la sua battaglia: “In questi mesi, mi aspettavo di ricevere contatti e aggiornamenti da parte dello staff del ministro, ma non mi è arrivata nessuna informazione, nessuna risposta concreta”, racconta. “Oggi chiedo al ministro Bussetti di dare seguito alla sua promessa e di farmi sapere qual è la sua intenzione, la sua road map concreta per la soluzione di un problema che affligge milioni di persone”.

Non poter vantare un diritto all’accesso ai libri digitali, spiega il 32enne, è una condizione che vincola il destino accademico e professionale delle persone con disabilità alla disponibilità delle singole case editrici. Una ingiustizia che l’ha spinto a ricercare una soluzione attraverso la petizione online: “Ero stanco di affrontare ogni volta una ricerca impossibile di testi per preparare i miei esami”, racconta.

Vitale chiede anche alle case editrici di superare il loro “muro di silenzio” e di collaborare con le Istituzioni alla soluzione di un problema che, spiega, è di natura politica. Gli ostacoli tecnici al pieno accesso di tutti i cittadini ai libri specialistici sono stati da tempo superati dalla tecnologia: adesso devono arrivare risposte concrete ai cittadini da parte dei decisori.