#Playurban, una campagna a sostegno dello sport e dell’inclusione

Di Redazione TPI
Pubblicato il 9 Giu. 2020 alle 14:57 Aggiornato il 9 Giu. 2020 alle 16:25
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Immagine di copertina

Un diritto fondamentale e un’emergenza sanitaria che lo ha indebolito notevolmente: sono queste le motivazioni alla base della campagna #PLAYURBAN.

Il Movimento per l’etica e la cultura dello sport (MECS) intende dare il proprio contributo a chi rischia di restare indietro, sostenendo il diritto allo sport di ragazzi e ragazze, anche con disabilità, che vivono la periferia. L’obiettivo della campagna è tenere attività sportiva, passione e amicizia quanto più vicine possibile, perché lo sport è un valore primario nella vita di ogni ragazzo e va garantito, soprattutto a chi è svantaggiato.

L’iniziativa ha un approccio innovativo, basato sul crowdfunding, con il sostegno anche di grandi aziende: chi dona, infatti, riceverà dei premi messi a disposizione dagli sponsor.

(Segue dopo il video)

La campagna #PLAYURBAN è stata ideata da Veracura, un acceleratore no profit di impatto sociale, che sviluppa progetti propri e sostiene enti no profit e grandi aziende nell’ideare iniziative finalizzate ad accelerare la loro responsabilità sociale.

Volti noti dello sport, sponsor, aziende partner e media partner hanno già aderito alla campagna #PLAYURBAN, decidendo di sostenerla con una grande e generosa partecipazione, con l’obiettivo di raggiungere 250.000 euro, da redistribuire fra almeno 50 Associazioni sportive periferiche italiane.

In questo modo 500 ragazzi emarginati e con disabilità potranno praticare attività sportive per uno anno intero. L’ACSI, sostenitore e garante del progetto, metterà a disposizione la sua rete di circa 8mila associazioni sportive dilettantistiche, e si impegnerà ad inviare le donazioni, equamente divise, laddove ce ne sia realmente bisogno.

Ogni piccolo contributo sarà un grande aiuto per ognuna delle associazioni sportive in difficoltà su tutto il territorio nazionale e faciliterà l’inclusione di giovani emarginati e con disabilità, in questa particolare fase di emergenza.

Trai i primi testimonial e sponsor che hanno aderito all’iniziativa ci sono Alessandro Antinelli, Guglielmo Stendardo, Giorgio Avola e Chiara Mormile, Donato Telesca, ACSI, Panini, CityNews, OneDay Group, Veracura, P&Co., Elephant Consulting Group, BSG.

Le associazioni sportive di periferia sono quelle più colpite dalla pandemia, e le prossime fasi si prospettano molto delicate.

L’emergenza sanitaria ha aggravato le tante incertezze per il futuro e alimentato il timore dello sport dilettantistico, che fatica a tenersi in piedi. Una condizione che sta impedendo di garantire ai giovani il loro diritto allo sport, ma che non è riuscito a diminuire la voglia di ogni singolo ragazzo di tornare in campo, per allenarsi e conseguire i propri traguardi, sportivi e umani.

Queste realtà hanno un grande bisogno di risorse economiche utili alla loro vita e alla qualità delle proposte. Per questo, ogni contributo rappresenterà un grande aiuto per ognuna delle associazioni sportive in difficoltà su tutto il territorio nazionale e faciliterà l’inclusione -messa ora ancora più a rischio- di giovani emarginati e con disabilità.

In tutto il Paese, sono decine di migliaia i volontari impegnati nella promozione sportiva di base: 95mila tra società e associazioni sportive, e 480mila operatori, tra dirigenti e tecnici sportivi, che si dedicano con passione al benessere sociale di circa 8 milioni di persone.

La campagna per la raccolta fondi è promossa dal MECS, sostenuto dall’ACSI, Lega Pro, Credito Sportivo e con i Patrocini di CONI, CIP e Associazione Sportiva Luiss.

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