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Sì, un giorno riceveremo segnali dagli alieni, ma noi non esisteremo più

Lo rivela uno studio condotto dall'astrofisico italiano Claudio Grimaldi, basato su una equazione messa a punto nel 1961

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 23 Mar. 2018 alle 16:36 Aggiornato il 23 Mar. 2018 alle 17:07
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Se e quando, un giorno, riceveremo segnali dagli alieni, questi molto probabilmente si saranno già estinti. È quanto emerge da uno studio condotto da un team guidato dal fisico italiano Claudio Grimaldi, ricercatore all’École Polytechnique Fédérale de Lausanne, in Svizzera.

Lo studio, che sarà pubblicato prossimamente sulla rivista specializzata Publications of the Astronomical Society of the Pacific, ha tentato di misurare quanti segnali inviati da civiltà extraterrestri potrebbero raggiungere la Terra, partendo dalla premessa che le civiltà sono distribuite nella galassia in modo omogeneo.

Grimaldi e i suoi collaboratori hanno lavorato sulla base dell’equazione di Drake, che porta il nome dell’astrofisico statunitense che la mise a punto nel 1961 e che ha collaborato in prima persona anche allo studio firmato da Grimaldi.

Sessant’anni fa Drake tentò di stimare su base probabilistica il numero di civiltà extraterrestri intelligenti presenti nella nostra Galassia con le quali potremmo riuscire a entrare in contatto.

La sua equazione si basa su una serie di fattori, come il tasso medio annuo di formazione di nuove stelle nella Via Lattea , il numero di pianeti che si forma attorno alle stelle o numero medio di pianeti che in ogni sistema planetario presentano condizioni dove potenzialmente potrebbe svilupparsi la vita.

Nel corso dei decenni sono stati molti i tentativi di aggiornare l’equazione di Drake e di perfezionarla. Alcuni fattori non erano noti nel momento in cui l’equazione fu messa a punta, ma oggi sono noti. Altri ci sono ancora ignoti.

I calcoli effettuati finora hanno stabilito che potrebbero esserci da una a 10mila civiltà aliene in grado di comunicare con la Terra.

Lo studio condotto dal team guidato da Grimaldi è partito dall’assunto che la distribuzione delle civiltà extraterrestri sia omogenea nella galassia.

Gli scienziati hanno ipotizzato che i segnali inviati da queste civiltà si propaghino in tutte le direzioni a velocità costante, la velocità della luce.

Assumendo che le civiltà abbiano un determinato tempo di vita entro cui trasmettono, il risultato che lo studio ha ottenuto è che il numero medio di questi segnali coincide con il numero medio di civiltà che emettono segnali in questo momento.

Considerato che la nostra galassia, la Via Lattea, ha un diametro pari a circa 100mila anni luce, eventuali segnali emessi più di 100mila anni fa ci sono preclusi.

Ma, all’interno di questi 100mila anni luce, la vastità della nostra galassia e il fatto che i segnali viaggino a velocità finita riducono al minimo le possibilità che, nel momento in cui riceveremo i loro segnali, gli alieni ci saranno ancora.