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Chi sono i cacciatori di uragani pagati dal governo degli Stati Uniti

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La comandante Kristie Twining e il vice comandante Ron Moyers durante una missione esplorativa dell’uragano Matthew che nel 2016 causò 608 morti tra i Caraibi e gli Stati Uniti meridionali. Credit: Paul Flaherty / NOAA

La National Oceanic and Atmospheric Administration paga una manciata di equipaggi per volare all'interno delle più grandi tempeste del mondo

La National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa), l’agenzia federale statunitense che si occupa di oceanografia, meteorologia e uragani, si avvale dei servizi di un piccolo gruppo di piloti che volano all’interno degli uragani per riportare a terra informazioni preziose per il contrasto degli effetti di queste enormi tempeste.

Al suo interno infatti, l’agenzia presenta un corpo ad ordinamento militare, il NOAA Commissioned Officer Corps, che raduna donne e uomini in uniforme agli ordini dell’ex astronauta della NASA e geologa Kathryn D. Sullivan, attuale direttrice del NOAA.

Il loro motto è “onore, rispetto e dedizione”. Composto da 321 ufficiali in servizio, questa struttura militare è destinata a servire l’organizzazione in ogni sua forma.

Le speciali competenze militari e scientifiche di questi ufficiali li rende infatti una risorsa preziosa per il NOAA, un’agenzia fondata soltanto nel 1970.

Tra i suoi membri conta professionisti specializzati in ingegneria, scienze della Terra, oceanografia, meteorologia e altre discipline scientifiche correlate.

Gli ufficiali del NOAAC Corps pilotano navi e aerei dell’agenzia, gestiscono progetti di ricerca, svolgono operazioni subacquee e collaborano con il resto del personale civile.

Hurricane Hunters

A questo corpo militare appartengono anche i piloti conosciuti come “Hurricane Hunters” – i cacciatori di uragani – che, con il loro pericoloso lavoro, permettono agli scienziati di migliorare l’accuratezza delle previsioni su i percorsi e l’intensità di un uragano.

Volando attraverso le più grandi tempeste del mondo, questi piloti aiutano i ricercatori ad approfondire la conoscenza dell’evoluzione di questi fenomeni meteorologici, migliorandone i modelli di previsione.

La base di questo gruppo di piloti è la MacDill Air Force Base di Tampa, in Florida occidentale. Qui si trovano i velivoli utilizzati da questo particolare corpo di aviatori.

Gli aerei in questione sono tre: due Lockheed WP-3D Orion, velivoli usati per entrare nelle tempeste e sopportarne i potentissimi venti e un Gulfstream IV-SP, utilizzato per studiare l’atmosfera al di sopra e intorno all’uragano.

Inoltre il corpo fa riferimento anche al vicino centro aeronautico del NOAA di Lakeland, che ospita, oltre ai piloti, anche ingegneri di volo civili, meteorologi e ingegneri elettronici che partecipano alle missioni degli Hurricane Hunters.

I due P-3 Orion sono stati soprannominati dai piloti Kermit Miss Piggy, come i pupazzi della serie Disney dei Muppets.

Questi aerei sono fondamentali per volare all’interno degli uragani. Quando infatti imperversano le peggiori tempeste tropicali nei Caraibi, il National Hurricane Center del NOAA incarica gli Hurricane Hunters di misurare la pressione al centro della tempesta e i venti superficiali intorno al suo occhio.

Gli scienziati hanno infatti bisogno proprio di questi dati per stimare l’intensità della tempesta con i propri modelli.

Cosa fanno

Prima di entrare nella relativa calma dell’occhio del ciclone, gli scienziati a bordo dei velivoli del NOAA affrontano venti che soffiano a centinaia di chilometri orari.

Gli ufficiali del NOOAC Corps, mentre i piloti cercano di non perdere il controllo del mezzo, misurano venti, umidità, temperatura e cambi di pressione, durante missioni che possono durare anche 8 o 10 ore.

A bordo degli aeromobili, è presente un sistema di posizionamento satellitare (GPS) che permette al centro di controllo di Lakeland di tracciare il percorso del velivolo.

La strumentazione, assemblata in gran parte a Lakeland, raccoglie dati utili a fornire agli scienziati a terra un dettagliato quadro d’insieme della tempesta e della sua intensità.

Nel frattempo, due radar, sistemati uno ai lati e uno sotto la fusoliera, procedono alla scansione orizzontale e verticale dell’uragano, per restituire al NOAA un’immagine tridimensionale della tempesta.

Inoltre uno strumento fondamentale per comprendere le dimensioni e l’intensità di un uragano sono i sensori lanciati dagli aerei che volano attraverso la tempesta.

Questi piccoli strumenti vengono lanciati dai velivoli durante la missione e registrano la temperatura, la pressione, l’umidità e la velocità del vento all’interno dell’uragano.

I risultati vengono trasmessi immediatamente agli ufficiali a bordo dell’aereo che provvedono a inviarli a terra.

Si tratta in questo caso di dati in tempo reale, il che permette ai meteorologi di inserirli immediatamente all’interno dei propri modelli statistici, permettendo loro una più accurata previsione di dove e con quanta forza colpirà la tempesta.

Un esempio di questo lavoro è stato offerto dagli Hurricane Hunters in occasione dell’uragano Irma, quando il comandante Justin Kibbey, a bordo di Miss Piggy ha pilotato il suo intero equipaggio all’interno della tempesta.

Ecco le immagini:

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