Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 18:17
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Salute

Cari uomini, dite la verità: vi danno fastidio le donne che hanno più potere di voi

Immagine di copertina
Immagine d'archivio

Perché quegli insulti all'arbitro donna? Il problema non è quel campo di calcio, ma un Paese che cominci a riconoscere di avere un preoccupante gap salariale, un barbaro gap di diritti e di doveri. Il commento di Giulio Cavalli

Dai maschietti, un po’ di coraggio e meno sociologia spiccia. Vi dà fastidio l’arbitro donna come vi dà fastidio la donna che decide e quando ha un ruolo più autorevole del vostro, semplice semplice. Soprattutto in questo momento in cui la fallocrazia veleggia a tutta birra, con tanto di circo Barnum a forma di convegno che a Verona vede impegnati decine di uomini tesi a dire come devono essere le donne.

No, non è problema di arbitri e di guardalinee, troppo comodo così. È lo stesso problema che si respira negli uffici, negli ospedali, nelle scuole, nei centri commerciali, dove una donna che decide diventa un’anomalia che per molti uomini equivale a uno svilimento personale: prendere ordini da una donna, disegnata da sempre come quella che esegue gli ordini è qualcosa che va a tacciare le radici profonde di una società maschilista che insiste nel volere essere moderna e invece è retrograda sul punto, fino al midollo.

Eppure una donna guardalinee, se carina, finisce su tutti i social con tanto di valanga di ironici commenti allupati, perché quella va bene, quella che rende semplicemente piacevole la partita per il panorama (l’importante è che sia sempre qualcos’altro, mica la persona che è). Così tutti contenti. L’importante è che non si permetta di interferire, figurarsi decidere: una donna che assegna un rigore ai maschietti è vista come un’invasione di campo così come vengono sopportate le donne che sono carabiniere solo perché così ci sentiamo terribilmente contemporanei eppure provate a confrontare le offese che un automobilista riferisce a un vigile rispetto a una vigilessa: in caso di una multa maschile non sentirete parlare di bellezza, di culi flaccidi, di tette o di abitudini sessuali.

Provate a chiedere a una vigilessa invece cosa si sente dire. È così. Sempre. Da sempre. E ogni volta fingiamo di indignarci per il caso particolare perché anche quello ci torna comodo: arriva un bel comunicato stampa dall’autorità, arriva un po’ di solidarietà cotonata, viene sospeso il giornalista e ci sentiamo tutti più al sicuro, anche oggi abbiamo fatto la nostra parte sui diritti.

Come se non fosse vero che a microfoni spenti salterebbero metà delle trasmissioni televisive in generale, mica solo quelle sportive, come se non fosse vero che il problema non è mica quel campo di calcio ma una femminilizzazione di un Paese che cominci a riconoscere di avere un preoccupante gap salariale, un barbaro gap di diritti e di doveri e, di questi tempi, una politica che vorrebbe disegnare la donna secondo un unico, scontato stile che tutte dovrebbero adottare.

E sapete qual è la politica che più di tutte si è impegnata su questo tema? Laura Boldrini. Ecco, al di là dell’arbitro donna andatevi a rileggere quello che hanno scritto e scrivono della Boldrini e capirete perché siamo un Paese che ha un problema di maschilismo grande come una casa.

Anche se ci dà fastidio sentircelo dire, e ogni volta sbuffiamo come quando ci rimproverano per un vizio che non riusciamo a toglierci. Con la stessa leggerezza. Scrivendo poi di ciò che accade su un campetto di provincia come se fosse qualcosa di raro. E invece è dappertutto.

Ti potrebbe interessare
Salute / Burioni sui 12 pazienti guariti dal tumore senza chemio o chirurgia: “Studio lascia a bocca aperta”
Ambiente / È arrivato l’abbonamento cartaceo del settimanale di The Post Internazionale
Interviste / Come avere la pancia piatta e tonica con l’intervento di addominoplastica
Ti potrebbe interessare
Salute / Burioni sui 12 pazienti guariti dal tumore senza chemio o chirurgia: “Studio lascia a bocca aperta”
Ambiente / È arrivato l’abbonamento cartaceo del settimanale di The Post Internazionale
Interviste / Come avere la pancia piatta e tonica con l’intervento di addominoplastica
Cronaca / Zanzare killer, a rischio i nascituri
Salute / Aborto, l’associazione Luca Coscioni lancia la piattaforma per le segnalazioni anonime sull’applicazione della 194
Salute / Imparare la lezione per prevenire e affrontare le future pandemie: il policy paper del Network italiano Salute Globale
Salute / Covid, arriva il test che in 4 ore riconosce la variante del virus
Salute / Covid, Pregliasco: “Fragili e anziani devono fare subito la quarta dose. Inutile aspettare l’autunno”
Salute / Lo stretto legame tra PCOS e sindrome metabolica
Salute / Con Voi: l’assistenza domiciliare a casa tua