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Le sigarette elettroniche fanno male? L’allerta dell’Istituto Superiore della Sanità a Ministero e Regioni

L'obiettivo è "vigilare sulla grave malattia polmonare tra le persone che utilizzano le e-cig"

Di Donato De Sena
Pubblicato il 21 Ott. 2019 alle 11:53
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Foto da Pixabay

Le sigarette elettroniche fanno male o no? Allerta Iss

L’Istituto Superiore di Sanità ha diramato un’allerta di grado 2, quello intermedio su 3 gradi, sulle sigarette elettroniche al Ministero della Salute e agli assessorati regionali di tutta Italia.

L’obiettivo dell’Iss, come anticipato oggi dal quotidiano Il Messaggero, è quello di “vigilare sulla grave malattia polmonare tra le persone che utilizzano le sigarette elettroniche”, e in particolare alcuni liquidi, e monitorare l’insorgenza delle gravi lesioni polmonari riscontrate in Usa.

L’allerta è stata diramata lo scorso 10 ottobre dal Sistema Nazionale di Allerta Precoce dell’Istituto Superiore di Sanità. La decisione è stata assunta sulla base delle segnalazioni ricevute dall’Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze di Lisbona.

Il grado 2, su tre gradi di allerta, quindi intermedio, indica il rischio di lievi danni per la salute e di diffusione di sostanze nel mercato illecito. Quelli registrati negli Usa sono circa 1300 casi e 26 morti da polmonite chimica, soprattutto tra i più giovani.

La maggior parte ha utilizzato prodotti per e-cig contenenti Thc (tetraidrocannabinolo), molti hanno usato prodotti a base sia di Thc che nicotina e altri solo nicotina.

I Centers for diseases control (Cdc) segnalano inoltre che molti casi sono collegati all’uso di prodotti acquistati su canali non ufficiali e rivenditori non autorizzati. Gli esperti però avvertono: ciò che è stato registrato negli Stati Uniti per ora non ha alcun riscontro in Italia e in Europa, perché il problema negli Usa è rappresentato dall’uso senza regole dell’e-cigarette, spesso legato al consumo di stupefacenti. Nel nostro Paese i controlli sulla vendita nei canali ufficiali delle sostanze con cui sono caricati questi strumenti sono molto più rigorosi.

L’assenza di un nesso di causalità, scrive l’Iss, tra i casi di malattia polmonare e una singola sostanza, marchio o metodo di utilizzo lascia i Paesi europei, tra cui l’Italia, in una situazione di allerta. Per questo anche le strutture sanitarie italiane dovranno vigilare e denunciare eventuali casi.

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