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Come smaltire le abbuffate della Vigilia, di Natale e di Santo Stefano

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Il cenone della Vigilia, il pranzo e la cena di Natale e per i più coraggiosi anche Santo Stefano, i pasti durante le festività natalizie sono molti come molte sono le pietanze servite a tavola e consumate insieme alla famiglia.

Chi è del sud lo sa bene. Ma il Natale non risparmia neanche le tavole nordiche che solo la sera del 24 dicembre sono apparecchiate come in un giorno qualunque.

Il direttore dell’Unità operativa Alimentazione, Nutrizione e Salute dell’Istituto superiore di sanità Marco Silano spiega come regolare l’alimentazione dopo le abbuffate delle feste di Natale.

Regola numero uno: non digiunare. Il digiuno non è concesso né prima (che in molti adottano per “preparasi alle abbuffate”) e né dopo le feste (per cercare di smaltire velocemente la grande quantità di cibo ingerita). Digiunare è prima di tutto inutile perché non fa dimagrire e in più è anche rischioso per la salute. Quindi evitatelo.

Per non ritrovarsi con qualche chilo di troppo dopo le festività l’esperto spiega: “Digiunare in previsione di un’abbuffata o dopo un’abbuffata è un comportamento che non solo non serve a nulla, ma è anche dannoso perché peggiora ulteriormente l’assetto ormonale, in particolare modo dell’insulina, e ci fa venire più fame rispetto a quella indotta nel tempo quando si fanno pasti regolari”.

Marco Silano, consiglia: “Niente digiuno sotto le feste, ma non solo. In generale astenersi completamente dal cibo non è una strategia per perdere peso, e anche quei digiuni per uno, 3 o più giorni, fino a 7, e in diversi cicli, pubblicizzati tanto da diventare quasi una moda, non sono una dieta dimagrante, ma servono a resettare l’assetto ormonale dell’organismo e farci ripartire”.

E sull’efficacia dei digiuni ha aggiunto: “Le evidenze scientifiche su effetti benefici sulla salute, soprattutto a lungo termine, dei digiuni prolungati, non sono così particolarmente forti e condivise. Ma qualora si volesse comunque fare un digiuno a fini salutistici, non dimagranti, è necessario e obbligatorio – ammonisce – rivolgersi prima al proprio medico per verificare che non ci siano condizioni di rischio per la salute”.

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