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Europee, il candidato di punta dei Conservatori: “Non sapevo che ci fosse un Mussolini con Fratelli d’Italia, ma non vedo problemi”

TPI ha incontrato nella sede del parlamento europeo a Bruxelles Jan Zahradil, spitzenkandidat dei Conservatori e dei Riformisti Europei, il gruppo europeo di cui fa parte Fratelli d'Italia

Di Laura Melissari
Pubblicato il 11 Apr. 2019 alle 17:52 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:06
Immagine di copertina

“Siamo conservatori. Non liberali, non socialisti, siamo conservatori. E siamo riformisti. E vogliamo cambiare il corso dell’integrazione europea”. Sono le parole di Jan Zahradil, spitzenkandidat dei Conservatori e dei Riformisti Europei, il gruppo europeo di cui fa parte Fratelli d’Italia.

TPI lo ha incontrato nella sede del parlamento europeo a Bruxelles, quando mancano poco più di 40 giorni alle elezioni europee.

Il suo è il terzo gruppo parlamentare per numero, dopo i popolari del Ppe e i socialisti e democratici dell’S&D e al suo interno accoglie i conservatori britannici, il partito al governo in Polonia (PiS), gli i tedeschi di Alternative für Deutschland, oltre al già citato partito di Giorgia Meloni. Al momento conta 74 membri di 15 diversi Stati membri.

Zaharadil, politico ceco con un’esperienza di deputato nazionale e europeo, è stato scelto dal suo partito come candidato principale, cioè quello indicato per diventare presidente della Commissione europea, nel caso in cui i conservatori avessero la maggioranza in parlamento.

“Siamo euro-realisti, siamo scettici su molti aspetti dell’integrazione europea”, prosegue, mettendo in chiaro i principi del suo partito.

“Non siamo favorevoli all’apertura alla Russia, anche perché molti dei partiti nazionali che fanno parte del nostro gruppo sono dell’Europa dell’Est, e quindi siamo storicamente sospettosi. Siamo atlantic-oriented, e guardiamo alla Nato e alle relazioni più strette con gli Stati Uniti. Non siamo molto felici di alcuni piani di Macron, e della sua lettera, che dice il contrario di ciò che noi promuoviamo”, spiega ancora Zahradil.

Una posizione diversa da quella che ha ad esempio Giorgia Meloni, che guarda con favore alla Russia di Putin.

“È normale che l’Italia, per ragioni storiche e geografiche, sia molto meno preoccupata dei paesi dell’Est Europa dell’influenza russa, non avendola mai vissuta. Posso capirli, ma noi siamo sensibili al tema”, spiega il ceco.

E riguardo l’influenza che la Russia può avere sulle elezioni europee Zaharadil sostiene che anche qui la storia insegna: “in passato Mosca è stata brava nelle “campagne di informazione”, nel diffondere la sua propaganda. Ma hanno fallito. Ma noi sappiamo molto bene qual è la verità dei fatti, e quali sono le menzogne. Non voglio sopravvalutare l’impatto della loro propaganda nelle elezioni europee. Allo stesso tempo mi sento a disagio quando qualcuno dice “è colpa dell’influenza russa”. Penso che la gente sia abbastanza sveglia e non soccomba facilmente a una stupida propaganda straniera e riconosca ciò che è una “fake news”.

Ma cosa ne pensa Zahradil di avere un possibile futuro membro del suo gruppo parlamentare, dal cognome così ingombrante come Caio Mussolini, candidato solo qualche giorno fa da Fratelli d’Italia?

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“Non sapevo che un candidato di nome Mussolini fosse in corsa con Fratelli d’Italia, ma l’altra nipote di Mussolini, Alessandra, è già membro del partito popolare europeo. Il Ppe, che è un partito mainstrem, non ha mai rilevato un problema. Se non è un problema per loro, non vedo perché dovrebbe esserlo per noi”, spiega il conservatore.

Ma quello che proprio non va giù a Zahradil è la decisione di Salvini di fare un gruppo a sé: perché fare un gruppo con le stesse idee, se quel gruppo già esiste da 10 anni? “Sappiamo che Salvini sta progettando un suo proprio partito nazionalista. Ma per farlo deve avere gruppi di almeno 7 paesi e non so quanto sarà facile”, spiega il conservatore.

“Al contrario noi siamo già qui, ben organizzati. E siamo pronti a negoziare con qualsiasi partito che voglia unirsi a noi. Abbiamo 10 principi che ciascun partito che vuole unirsi a noi deve riconoscere. Ci sono stati contattati tra Salvini e Kacynsky, il leader polacco del PiS. Io non ci ho parlato, e non credo di farlo prima delle elezioni, non ho ragione di farlo visto che lui ha già detto di avere l’ambizione di fare il suo gruppo”, spiega il candidato di punta.

E, numeri alla mano, lo spitzenkandidat, non sembra preoccupato della possibile uscita del Regno Unito dalla Ue. I conservatori britannici rappresentano un’ampia fetta del gruppo riformista all’Europarlamento.

“Anche se il Regno Unito lascerà l’Ue, conserveremo comunque i nostri numeri. Ma non sembra che ci lasceranno così presto. Parteciperanno alle elezioni. È un paradosso, ma è perfettamente legale. Anche senza i conservatori britannici manterremo i nostri numeri, con loro potremmo superare addirittura gli 80 eurodeputati”, spiega Zahradil.

Il panorama del parlamento europeo sta cambiando. I due partiti maggiori stanno perdendo consensi e i Conservatori sperano di avere tutto da guadagnare da questa “emorragia”.

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