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Quando Vannacci diceva: “Mi accusano di usare la Lega come un taxi, sono qui perché credo nell’onore e nella parola data” | VIDEO

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Il discorso a Pontida dell'ex generale riproposto sui social da Matteo Salvini

All’indomani della decisione di Roberto Vannacci di lasciare la Lega, torna virale sul web il discorso che l’ex generale ha tenuto a Pontida durante il quale assicurava che non avrebbe abbandonato il partito. A condividere il video è stato lo stesso Matteo Salvini, che si è detto “deluso” e “amareggiato” dalla decisione di Vannacci. Nel video, che risale al 21 settembre scorso, l’ex generale afferma: “Mi accusano di usare la Lega come un taxi, come un pulmino. Mi dicono ‘eh, ora Vannacci se ne va’. E invece eccomi qui con voi. Perché io credo nell’onore e nella parola data. Ancora ci credo, e andremo avanti tutti insieme”.

Il filmato, come detto, è stato ripostato da Matteo Salvini che ha commentato: “La Lega aveva accolto nella propria grande famiglia Vannacci quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo: grandi giornali, opinionisti, politici, sinistra e benpensanti. Abbiamo spalancato le porte di tutte le nostre sedi e di Pontida, tanto a lui quanto ai suoi collaboratori più stretti. Gli abbiamo offerto l’opportunità di essere candidato con noi in ogni collegio alle elezioni europee, io come tanti altri leghisti l’ho votato e fatto votare, lo abbiamo proposto come vicepresidente del gruppo dei Patrioti in Europa, lo abbiamo nominato vicesegretario del nostro partito”.

E ancora: “Volevamo fare un lungo cammino insieme, condividere battaglie, costruire. Da parte mia e di tanti, sempre massima disponibilità. Purtroppo, però, far parte di un partito, di una comunità, di una famiglia non significa solo ricevere, essere al centro di tutto, ottenere posti e candidature: è soprattutto lavoro, costruzione, sacrificio e, prima di tutto, lealtà. In questi mesi, invece, abbiamo vissuto polemiche, problemi, tensioni, simboli di possibili nuovi partiti e associazioni, attacchi a chi la Lega la vive e la ama da anni. Mentre tutti noi eravamo e siamo impegnati sui temi della sicurezza e del contrasto alla violenza ed all’immigrazione clandestina, del taglio delle tasse e della riduzione delle liste di attesa, altri alimentavano continue polemiche. Peccato”.

“Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa. Si dice, fin dai tempi dei romani, che un soldato non abbandona mai il proprio posto. Ma la storia purtroppo spesso si ripete: quanti ne abbiamo visti cambiare bandiera e partito, senza ovviamente lasciare il posto in Parlamento e tradendo voto e fiducia dei cittadini”. Il segretario della Lega ha quindi concluso: “Dispiace umanamente prima ancora che politicamente, ma andiamo avanti tranquilli per la nostra strada. Se è vero che nella vita tutti sono utili e nessuno è indispensabile, la Lega ci ha insegnato in questi anni, spesso sola contro tutti, che gli uomini passano, le idee restano. La forza e il destino di una comunità dipendono dal popolo e dalla truppa, non da re o generali”.

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