Vannacci, i giornali di destra ora lo attaccano: “Traditore”
Dopo l'addio alla Lega, i quotidiani più vicini al Governo prendono di mira l'ex generale. Ma le previsioni sull'impatto del suo nuovo partito divergono
La decisione di Roberto Vannacci di uscire dalla Lega per fondare un suo partito non è piaciuta ai giornali di destra. Sulle prime pagine di oggi, mercoledì 3 febbraio, Il Giornale lo definisce “Disertore” e Libero parla di “Alto tradimento”, mentre Il Tempo, parafrasando De Gregori, pronostica un buco nell’acqua: “Generale, dietro la collina non c’è niente”.
C’è poco da stupirsi, considerato che i tre quotidiani sono di proprietà dell’imprenditore Antonio Angelucci, deputato proprio del Carroccio.
Anche La Verità bacchetta l’eurodeputato, ma mettendo in risalto, al contrario, come la sua mossa possa finire per favorire il centrosinistra: “Volano i Vannacci, gode il Colle”, titola il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro. Secondo quest’ultimo, Futuro Nazionale “rischia di far perdere il centrodestra e aprire le porte a un altro di quei governi tecnici che giustamente detesta”.
Negli ultimi due anni gli stessi giornali di destra erano stati tra i più strenui sostenitori del generale. Nel luglio 2023, nel pieno del caso mediatico suscitato dal libro di Vannacci “Il mondo al contrario”, Panorama, settimanale diretto da Belpietro che fa capo alla stessa società editrice de La Verità, pubblicò un commento di Vittorio Sgarbi dal titolo “Vannacci, elogio della normalità (censurata dalla diversità)”.
Nel gennaio del 2024 Francesco Borgonovo su La Verità lamentava che “I democratici vogliono zittire Vannacci”. Nell’aprile successivo, quando il militare annunciò la sua candidatura alle europee con la Lega, Libero osservò gaudente “Il generale Vannacci fa impazzire vescovi e sinistra”. E ancora, a luglio, dopo il militare aveva raccolto oltre 500mila preferenze alle urne, Vittorio Feltri su Il Giornale rifletteva a proposito dell’“Odio stupido contro Vannacci”.
Oggi, invece, dopo l’addio alla Lega, i toni nei confronti dell’europarlamentare sono molto diversi. Mario Sechi, direttore di Libero, scrive: “Il generale Vannacci è salito sul taxi della Lega, ne è sceso senza pagare la corsa e in un colpo solo è diventato l’utile idiota della sinistra. Quanto può valere un partito il cui primo atto fondativo è la menzogna?”.
Tommaso Cerno, direttore de Il Giornale, è ancora più provocatorio: “Un bel chissenefrega saluta Roberto Vannacci, generale senza truppe in ritirata dal suo esercito, dopo avere ceduto al canto, sinistro, delle sirene”.
Intanto, un sondaggio condotto da Youtrend per SkyTg24 fa tremare la destra di governo. Secondo la rilevazione, il nuovo partito del generale, Futuro Nazionale, raccoglierebbe oggi il 4,2% dei consensi, drenandoli principalmente alla coalizione che regge l’esecutivo.