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La promessa di Ursula von der Leyen: “Salario minimo in ogni Paese Ue”

Di Donato De Sena
Pubblicato il 10 Lug. 2019 alle 18:33 Aggiornato il 10 Lug. 2019 alle 19:14
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Credit: AFP

Ursula von der Leyen promette: “Salario minimo in ogni Paese Ue”

URSULA VON DER LEYEN SALARIO MINIMO – È il momento delle promesse per la candidata in pectore alla presidenza della Commissione Ue, designata dai capi di Stato e di governo, Ursula von der Leyen. Sulla candidatura della ministra tedesca della Difesa, esponente del Ppe, ci sono ancora dubbi da parte del gruppo al Parlamento Ue dei Socialisti e Democratici, che deciderà la sua posizione solo lunedì prossimo. Lei prova a conquistare la fiducia con parole all’insegna delle politiche sociali.

Ursula von der Leyen, tra gli obiettivi salario minimo

Al termine della riunione con i presidenti dei gruppi politici del Parlamento Ue Von der Leyen ha indicato “salario minimo” e sforzi sul cambiamento climatico, tra i principali obiettivi. “La gente – ha detto la ministra tedesca – ha paura, speranze sogni e aspirazioni e quello che l’Europa può provvedere a dare loro è lavoro, prospettive, stabilità e sicurezza e sono convinta che l’Europa possa dare questo. In ogni paese il lavoro deve dare di che vivere e per questo combatterò per avere il salario minimo in ogni paese”.

Sulla battaglia che riguarda il clima, poi: “Dobbiamo muoverci velocemente, è un dovere – sono state le parole di Von der Leyen – raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. So che non tutti i Paesi partono dallo stesso livello».

Ursula von der Leyen, i dubbi dei Socialisti

Il neopresidente del Parlamento Europeo David Sassoli ha giudicato positivamente l’incontro dell’esponente Ppe con la conferenza dei presidenti, evidenziando nello stesso tempo che “c’è molto lavoro da fare”.

“Un incontro molto utile, costruttivo e cordiale”, ha detto. “Molto utile per il Parlamento ascoltare il suo punto di vista, le sue riflessioni e sul lavoro per i prossimi cinque anni, la cui cooperazione con il parlamento sarà ineludibile”.

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E ancora: “Questa riunione è un elemento in più di dialogo indispensabile fra la candidata e il parlamento che dovrà prendere la decisione finale grazie per la sua disponibilità ad incontrare i vari gruppi politici”. Sassoli ha poi precisato: “non è il mio ruolo per trarre delle conclusioni, ma credo di poter dire che come sempre c’è lavoro da fare”.

Il principale nodo da sciogliere per l’elezione di Von der Leyen alla presidenza della Commissione Ue riguarda il gruppo S&D, che oggi non si sbilancia e manifesta le sue perplessità, rinviando la decisione sul suo voto.

“Prenderemo una decisione” sulla candidatura “la prossima settimana”, quello di oggi “era il primo passaggio” e adesso “apriremo il dibattito nel gruppo per cercare di avere una posizione comune”, ha detto la presidente del gruppo, Iratxe Garcia Perez, in una dichiarazione alla stampa.

“Abbiamo avuto la prima opportunità per ascoltarla, ma soprattutto per inviare un importante messaggio da parte della nostra famiglia politica. La lotta al cambiamento climatico, la sostenibilità del nostro modello sociale, un’equa tassazione, la migrazione e l’uguaglianza di genere sono per noi priorità elevate”, ha affermato Garcia, precisando che sono state fatte “alcune specifiche richieste” a Von der Leyen su questi punti e che il gruppo “aspetterà le risposte” sui diversi temi.

Ursula von der Leyen, la delusione del Pd

Gli eurodeputati del Pd intanto in una nota parlano di incontro “molto deludente” tra S&D e ministra tedesca.

“A fronte di positivi impegni su ambiente e su alcuni temi sociali – hanno scritto gli europarlamentari Dem -, sono mancate risposte chiare su questioni dirimenti come la flessibilità di bilancio, il rilancio degli investimenti, la riforma di Dublino, i salvataggi in mare e la difesa dello strato di diritto”.

“Da questo punto di vista – ha proseguito la nota – è evidente che occorre un negoziato approfondito che porti a impegni chiari e inequivoci sul programma della futura Commissione, e su un processo istituzionale che rimetta al centro il Parlamento europeo, uscito ferito dalla scelta del Consiglio europeo di non rispettare il principio degli Spitzenkandidaten. Siamo stati eletti per rilanciare e cambiare l’Europa e resteremo fedeli a questo mandato”.

Ursula von der Leyen, M5S: “Bene sul salario minimo”

La posizione di Von der Leyen sul salario minimo sembra essere gradita al Movimento 5 Stelle.

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In una nota due eurodeputate M5S, Chiara Gemma e Daniela Rondinelli, hanno scritto: “Le dichiarazioni di Ursula von der Leyen sul salario minimo europeo sono positive e vanno nella direzione auspicata dai cittadini. Se vogliamo trasformare l’Europa nel Continente dei diritti e delle opportunità per tutti i lavoratori serve una direttiva quadro dell’Ue per i salari dignitosi che fissi minimi salariali a livello nazionale”.

E ancora: “Domani il Movimento 5 Stelle incontrerà la candidata Presidente della Commissione europea, ascolteremo le sue linee programmatiche e ribadiremo la nostra posizione propositiva sui contenuti e ferma sulla necessità di cambiamento che serve all’Europa. Siamo una forza pragmatica che vuole portare a casa risultati e azioni concrete per la nostra Italia”.

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