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Travaglio senza freni: “Vespa? Reperto archeologico. Salvini? Cazzaro verde”

Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 11 Lug. 2019 alle 07:45 Aggiornato il 11 Lug. 2019 alle 08:04
Immagine di copertina
Marco Travaglio e Matteo Salvini

Travaglio Salvini | Editoriale Fatto Quotidiani | Palinsesti Rai | Vespa

Travaglio Salvini – Un Marco Travaglio scatenato quello dell’editoriale di oggi, giovedì 11 luglio.

Il direttore del Fatto Quotidiano ha commentato i nuovi palinsesti Rai della stagione 2019/2020. Secondo alcuni, palinsesti dai quali emergerebbe la svolta sovranista della tv di stato, per effetto del controllo esercitato dalla Lega e dal Movimento Cinque Stelle.

Una tesi non condivisa da Travaglio: “Siamo andati a spulciare nei nuovi palinsesti presentati l’altroieri, a caccia di qualche figlio di Putin, qualche nipote di Orbán (dopo quelle di Mubarak), qualche cugino di Trump. […] A parte i re degli ascolti, che la Rai fa bene a tenersi stretti (Arbore, Carrà, Fiorello, Fazio, Angela padre e figlio, Littizzetto, Sciarelli, Venier, Carlucci, Daniele, Incontrada, Ventura, Insinna, Conti, Magalli), abbiamo rinvenuto alcuni reperti archeologici di un certo pregio: Vespa, Augias, Costanzo e Minoli”.

“Che si siano convertiti al sovranismo in tarda età? – si chiede il direttore del Fatto – Improbabile. Sarà allora madama Isoardi? Difficile. La ex first fidanza, dunque ideologa del sovranismo gastronomico (alla Prova del cuoco solo gulash orbaniano e caviale del Volga), ha appena svelato di essere stata lei a mollare il Cazzaro Verde, dunque niente”.

Travaglio elenca poi tutti i volti della Rai che non possono certo essere definiti sovranisti: da Carlo Cracco a Serena Dandini, passando per Balivo, Fialdini, Matano, Timperi e molti altri.

La Rai non è sovranista

Travaglio Salvini – “Gli unici ‘sovranisti’ rinvenuti in oltre 600 ore settimanali di palinsesto delle reti Rai sono tre – scrive il direttore del Fatto – Roberto Poletti, ruspante volto delle tv private lombarde e biografo di Salvini. Lorella Cuccarini, che debuttò in Rai con Baudo nel 1985 (governo Craxi), ma ultimamente ha rilasciato dichiarazioni patriottarde. E – pensate un po’ – Monica Setta, prezzemolina delle ospitate a gettone, che in tv e in radio bivacca da vent’anni (Rai, anche Yoyò e Gulp, Mediaset, La7, Agon Channel, Telenorba, Radio24, RadioAdige, Radionorba), ma è in odor di amicizia con la Isoardi”.

Troppo poco, insomma, per parlare di Rai sovranista.

Travaglio Salvini | Lega | Movimento Cinque Stelle

Sono altre, semmai, le magagne che collegano la Lega alla tv si stato: “La Lega è lì dalla notte dei tempi (entrò trionfalmente in Rai nel lontano 1994, a bordo di B., per non uscirne mai più) e ora, oltre ai suoi veterani, ha imbarcato tutto il peggio dei berluscones, dei finiani e anche di qualche sinistro in cerca di un nuovo padrino e padrone (lo scempio di RaiSport parla da sé, con la Domenica Sportiva tornata agli anni 90 con i sarcofagi di Jacopo Volpi e Paola Ferrari in De Benedetti). Salvini non deve nemmeno sforzarsi a reclutarli: li raccatta”.

“Ciò che lascia senza parole sono i 5Stelle, che in Viale Mazzini non hanno nessuno da salvare né da piazzare (e, purtroppo per loro, si vede). Dunque non avrebbero nulla da perdere e tutto da guadagnare nel battersi per una riforma che sottragga finalmente la Rai alle grinfie dei governi e dei partiti e la consegni a chi ci lavora e a chi la guarda. La riforma che tutti annunciano da sempre e nessuno realizza mai. Fosse anche l’ultima cosa che fanno, la gente perbene gliene sarebbe grata a vita”, conclude Travaglio.