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Travaglio: “La sconfitta dei 5 Stelle? Colpa degli elettori isterici. La soluzione? Beppe Grillo”

Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 28 Mag. 2019 alle 08:05 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 01:55
Immagine di copertina
Marco Travaglio

Travaglio Cinque Stelle europee – Il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio, nel suo editoriale di oggi, ha analizzato l’esito delle elezioni europee (qui tutti i risultati). Per Travaglio non c’è dubbio sul fatto che il vincitore sia Salvini, mentre tra gli sconfitti viene annoverato anche il Partito Democratico, che ha ridotto i voti rispetto alle scorse politiche, pur aumentando la percentuale (a causa della maggiore astensione).

La vera debalce di ieri però, come è noto, è quella del Movimento Cinque Stelle e di Luigi Di Maio. A parere di Travaglio, la parabola politica del ministro del Lavoro è simile a quella di altri grandi leader, prima acclamati poi, in fretta e furia, disconosciuti dagli elettori.

E la colpa è proprio loro, degli elettori e del loro comportamento isterico: “Con questo elettorato sempre più liquido, ondivago, sbandato, isterico, impaziente e insofferente, la vita media dei leader è sempre più breve: dopo il ventennio berlusconiano, Monti durò due anni scarsi, Renzi tre, Di Maio meno di due e ora non vorremmo essere nei panni di Salvini. Che rischia di aver toccato domenica l’apice della sua carriera e dovrà guardarsi ogni giorno dal pericolo di stufare gli elettori, di perdere terreno e di ritrovarsi rottamato alle prossime elezioni se, com’è probabile, non supererà più il 34 per cento”.

“Le elezioni sono ormai un gioco al massacro per buttar giù ogni volta il capo del momento – continua Travaglio – senza neppure dargli il tempo di realizzare riforme di medio respiro. Molta gente vota come twitta, passando immantinente dall’Osanna al Crucifige. E non solo in Italia: due anni fa Macron era l’imperatore di Francia, ora la Le Pen appena sconfitta l’ha di nuovo scavalcato. Per sopravvivere a questo sadico, frenetico tiro al bersaglio bisogna essere proprio una Merkel”.

Per il direttore del Fatto, il Movimento Cinque Stelle può comunque ancora risollevarsi, ma deve fare chiarezza al suo interno: “Per azzeccare il momento e il terreno, il M5S dovrà discutere impietosamente le ragioni del disastro: per evitare di pentirsi delle tante cose buone fatte e dette (tipo il no al Tav o il reddito di cittadinanza, che va difeso come giusto, a prescindere dai voti che ha portato o sottratto: e i risultati di M5S e Lega al Sud dicono che ne ha portati) e fare mea culpa sui veri errori”.

E l’errore principale, per Travaglio, è quello di non aver intercettato la sensibilità ambientalista che sta prendendo piede in tutto il mondo:”Per inseguire prima Salvini, poi i sondaggi, si sono perduti prima l’identità e poi l’appuntamento con l’onda verde che premia gli ecologisti in tutta Europa, ma incredibilmente non viene intercettata da ambientalisti nati come i grillini”.

La soluzione per Travaglio è chiara: “Leggere di più il blog di Grillo e meno i giornaloni non guasterebbe”.