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Norma “spazzacorrotti”: candidati alle amministrative obbligati a pubblicare cv e certificato penale. Ma non in Sicilia

Contattato da TPI, il vicecapo di gabinetto dell'Assemblea regionale siciliana non ha voluto rilasciare dichiarazioni

Di Maria Elena Gottarelli
Pubblicato il 9 Apr. 2019 alle 17:07 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 01:17
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Immagine di copertina
Camera dei Deputati, Montecitorio, Roma, Credit: Instagram

La Sicilia resta esclusa dalla norma “spazzacorrotti” che impone ai candidati alle elezioni amministrative di pubblicare online il proprio curriculum vitae e il certificato penale.  La norma è contenuta nella legge Anticorruzione, ma perché sia applicabile alla Sicilia, Regione ad autonomia speciale, è necessario che l’Assemblea regionale di Palermo la recepisca con apposito atto, che ancora deve essere adottato.

Alle elezioni del prossimo 28 aprile, dunque, i candidati non saranno soggetti a questo obbligo. Contattato telefonicamente da TPI, il vicecapo di gabinetto dell’Assemblea regionale siciliana non ha voluto rilasciare commenti.

Voluta dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, la norma “spazzacorrotti” serve a tutelare il principio di trasparenza della pubblica amministrazione.

Il ddl Anti-corruzione ora è legge: cosa prevede la “spazzacorrotti”

L’autonomia speciale che la Costituzione italiana garantisce alla Sicilia dal 1948 (tempo in cui gli indipendentisti minacciavano l’unione del Paese) prevede che la competenza sugli enti locali sia dell’amministrazione regionale.

Ad oggi 16 dei 70 deputati regionali dell’Ars risultano indagati per diversi crimini, oltre a 4 assessori regionali su 11.

Su Twitter, il segretario del Pd siciliano, Davide Faraone, parla di “’ennesima follia tutta siciliana”. “Le norme sulla trasparenza alle elezioni qui da noi non si applicheranno. Niente curriculum vitae e certificati penali per i candidati, bye-bye spazzacorrotti nel silenzio del centrodestra e dei Cinque stelle”, scrive. Faraone punta il dito contro gli esponenti del governo di Lega e M5S, colpevoli secondo lui di un silenzio che urla. “Perché non hanno fatto le barricate?”, chiede.

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