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Home » Politica

Siri indagato: “Non mi dimetto. Salvini è con me”

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Il sottosegretario Armando Siri ha risposto alle critiche che gli sono giunte nel corso della giornata dopo la notizia dell’indagine per corruzione a suo carico, circolata nelle prime ore del 18 aprile 2019.

“Io sono tranquillissimo e non mi dimetto dal governo”, ha affermato arrivando al Senato e sottolineando di avere anche il sostegno del leader della Lega: “Ho parlato con Salvini e mi ha detto le stesse che ha detto alla stampa”. Il sottosegretario invece non avrebbe avuto contatti con il premier Conte.

“Sono allibito, quello che è successo è assurdo”, ha continuato Siri. “Da quando sono al Governo ho parlato con tante persone che poi millantano di conoscermi”. In riferimento al partito ha poi affermato che “siamo tutti d’accordo”.

Nel corso della giornata il vicepremier Luigi Di Maio era intervenuto chiedendo le dimissioni del sottosegretario in quota Lega.

“Sarebbe opportuno che il sottosegretario Siri si dimetta. Gli auguro di risultare innocente e siamo pronti a riaccoglierlo nel governo quando la sua posizione sarà chiarita”.

“Non so se Salvini sia d’accordo con questa mia linea intransigente, ma è mio dovere tutelare il governo e l’integrità delle istituzioni. La questione è morale e politica”.

Poche ore dopo la notizia dell’indagine, Siri aveva già risposto respingendo le accuse: “Non ho mai piegato il mio ruolo istituzionale a richieste non corrette. Chiederò di essere ascoltato immediatamente dai magistrati e se qualcuno mi ha accusato di queste condotte ignobili non esiterò a denunziarlo”.

Parole che non sono bastate a convincere il ministro Toninelli, che ha disposto il ritiro delle deleghe al sottosegretario.

“Alla luce delle indagini delle procure di Roma e Palermo, con il coinvolgimento della Direzione investigativa antimafia di Trapani, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha disposto il ritiro (…) in attesa che la vicenda giudiziaria assuma contorni di maggiore chiarezza”.

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