Scontri a Milano, Salvini: “Dietro un cretino di 12 anni c’è il fallimento di una famiglia”
Le parole del ministro: "Stiamo pensando di togliere bonus e contributi pubblici ai genitori che hanno in casa dei teppisti"
Nessuna guerra ibrida dietro gli scontri di Milano, ma il fallimento di una famiglia: lo dichiara Matteo Salvini tornando a parlare delle violenze che si sono verificate nel capoluogo lombardo nello scorso weekend. Ospite di Telelombardia, il leader della Lega ha dichiarato: “Dietro un cretino di 12-13 anni non ci sono i russi, c’è il fallimento di una famiglia”. Il ministro dei Trasporti ha aggiunto: “Stiamo pensando di togliere bonus e contributi pubblici ai genitori che hanno in casa dei teppisti”. Secondo Salvini le carceri minorili vanno “assolutamente ampliate e già sono cresciuti i posti. Io andrei anche oltre. Bisogna togliere ed eliminare i bonus e i contributi pubblici ai maggiorenni che non si accorgono che hanno in casa minorenni delinquenti che commettono reati”.
Oltre al carocarburanti, aggiunge Salvini, ora “ci mancavano i maranza, i vandali, i devastatori e saccheggiatori… Ho appena sentito il prefetto di Milano, il prefetto di Genova. Arrivano rinforzi dell’esercito nel fine settimana a Milano, che la Lega ha fortemente voluto e richiesto, non solo per un weekend, ovviamente ma per i prossimi mesi. Leggevo qualche giornale di sinistra che diceva ‘militarizziamo Milano’, ma quale militarizzazione, mica mandiamo i cowboy in giro… però arrivano 500 militari addestrati, preparati, ovviamente armati. Una domanda: ma le persone bene hanno paura di un poliziotto o di un militare? I 500 parà inviati saranno pronti a intervenire. La città è pronta, così i negozianti e commercianti non avranno paura”.