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Regionali, sale la tensione tra Salvini e Meloni per le candidature: “I patti si rispettano”

Immagine di copertina
Matteo Salvini e Giorgia Meloni

Dopo la sconfitta in Emilia Romagna, nel centrodestra è salita la tensione tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Il motivo del contendere ha a che fare con le prossime sfide che attendono Lega e Fratelli d’Italia, ovvero le elezioni regionali che si terranno tra maggio e giugno.

Anche in questo caso, come in Emilia Romagna e in Calabria, la coalizione di centrodestra si presenterà unita (con la presenza anche di Forza Italia). Sulle candidature, però, si discute ancora animatamente.

Se in alcune regioni gli accordi sono già fatti e non verranno ridiscussi, per altre, specie quelle del Sud, la partita sembra ancora aperta.

In Campania e Puglia, secondo la “spartizione” fatta tempo addietro dai tre partiti della coalizione, i candidati dovrebbero essere rispettivamente Stefano Caldoro, ex governatore della regione e in quota Forza Italia, e Raffaele Fitto, in quota Fratelli d’Italia.

Salvini, però, sembra aver cambiato idea, e non appare disposto a lasciare a Berlusconi e Meloni il Sud Italia. Anzi, per rilanciare la Lega dopo la sconfitta in Emilia Romagna, Salvini vorrebbe proprio varcare un confine simbolico e far eleggere un governatore leghista in una regione del Mezzogiorno.

Le intenzioni “bellicose” dell’ex ministro dell’Interno stanno allarmando sia Berlusconi sia Meloni.

Quest’ultima, in un’intervista rilasciata ha Radio Capital, ha messo dei paletti ben precisi, ricordando gli accordi già presi: “Per me, che sono una persona di destra, la parola data ha sempre un valore. Non ho ragione di non fidarmi della parola di Salvini, come Salvini non ha mai avuto ragione di non fidarsi della parola data da me. Per cui per me i patti si rispettano, poi, ci si mette a tavolino, si discute di tutto, però i patti una volta che si fanno si rispettano”.

Ma retroscena giornalistici parlano di un Salvini non intenzionato a mollare facilmente. Sulle candidature alle prossime elezioni regionali, insomma, potrebbe consumarsi il primo vero scontro politico all’interno del fronte sovranista.

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