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Salvini incalza Draghi: “Spero sia l’ultimo Dpcm, sui vaccini l’Ue si dia una mossa”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 2 Mar. 2021 alle 13:07
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Immagine di copertina
Matteo Salvini e Mario Draghi. Credit: Ansa

Nel pomeriggio di oggi, martedì 2 marzo, il presidente del Consiglio Mario Draghi dovrebbe firmare il nuovo Dpcm che sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile (qui le ultime notizie sul Covid in Italia e nel mondo). Il primo dell’era Draghi e anche l’ultimo? Chissà, a chiederlo è certamente il leader della Lega Matteo Salvini. “Il rispetto della norma e della Costituzione deve tornare a prevalere, quindi che sia l’ultimo Dpcm e poi si passi ai decreti approvati dal Presidente della Repubblica e dal Parlamento”, afferma Salvini, ospite di ‘Non stop news’ su Rtl 102.5.

E ha aggiunto: “Il cambiamento del governo Draghi passa anche attraverso la voce unica della comunità medica e scientifica, non si possono sentire 12 virologi al giorno che dicono cose diverse, che ci sia un portavoce unico”.

Il segretario della Lega chiede anche un’accelerata sui vaccini: “Io domani incontrerò il ministro della Salute di San Marino Roberto Ciavatta per la proposta che ha fatto la Repubblica di San Marino per il vaccino Sputnik, perché penso – sottolinea Salvini – che la salute degli italiani dovrebbe venire prima di qualsiasi ragionamento, rivolgiamoci a chiunque ci può aiutare. Negli Stati Uniti è stato approvato il vaccino Johnson & Johnson che richiede solo una dose e mi auguro quindi – sollecita il vertice del Carroccio – che anche a Bruxelles si diano una mossa”.

Il leader leghista torna poi a insistere anche sulla necessità di estendere il modello Genova per accelerare sulle opere pubbliche. “Penso che il virus ci imponga velocità e serietà, quindi azzerare la burocrazia e il Codice degli appalti significa creare migliaia e migliaia di posti di lavoro”, sostituendolo “con la normativa europea. Chi ha visto che cosa è successo a Genova – aggiunge il Salvini – ha capito: si possono fare grandi opere pubbliche senza tangenti, senza ritardi, senza incidenti sul lavoro, azzerando la burocrazia. Quello che si è fatto a Genova si può fare a Reggio Calabria, a Roma, a Milano, a Napoli. Penso che qualunque amministratore sappia che i 209 miliardi che ci metterebbe a disposizione l’Europa possono essere spesi se si taglia la burocrazia”.

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