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Chi è Roberto Gualtieri, il ministro dell’Economia del governo Pd-M5S

Di Madi Ferrucci
Pubblicato il 4 Set. 2019 alle 15:59 Aggiornato il 5 Set. 2019 alle 09:35
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Chi è Roberto Gualtieri, il ministro dell’Economia del governo Pd-M5S

È Roberto Gualtieri il nuovo ministro dell’Economia della lista proposta a Mattarella dal premier incaricato Conte per il nuovo governo Pd-M5S. Il nome di Gualtieri arriva dalle file dei dem ed è il frutto di lunghe trattative per la ricerca di un accordo di governo tra il Movimento Cinque Stelle e il Pd di Nicola Zingaretti.

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Gualtieri prende il posto del professor Giovanni Tria ma vanta anche lui una prestigiosa carriera accademica. È infatti professore associato di Storia contemporanea all’Università di Roma “La Sapienza” ed è stato a lungo vice-direttore dell’Istituto Gramsci, la Fondazione che conserva tutta la documentazione relativa all’opera e al pensiero del filosofo e politico sardo.

Al parlamento europeo arriva nel 2009, entrando a far parte del gruppo dei socialisti e dei democratici. Il suo è un profilo più da politico che da tecnico: inizia la carriera politica militando nel partito comunista e nel 1985 prende la prima tessera della Fgci, la Federazione Giovanile Comunista Italiana di cui allora era segretario il giovane Nicola Zingaretti. Dalemiano della prima ora, fa parte della commissione dei saggi nominata nel 2007 da Romano Prodi per la redazione del primo “manifesto” del Partito Democratico.

Nel 2014 si ricandida alle europee e viene rieletto. È anche nominato presidente della Commissione parlamentare per gli Affari economici e monetari, incarico nel quale sarà confermato anche dopo le recenti elezioni europee del maggio 2019.

Gualtieri e la vicinanza all’Unione europea

Roberto Gualtieri è molto apprezzato negli ambienti dell’Unione europea. Di fronte alla notizia della possibile nomina di Gualtieri all’Economia, Christine Lagarde ha commentato entusiasta: “Sarebbe “un bene per l’Italia e per l’Europa”.

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Si autodefinisce un “europeista convinto” ma si dichiara anche a favore di politiche di investimento espansive. Da Presidente della commissione Affari economici, in Europa ha partecipato da protagonista a tutti gli accordi sulle nostre leggi di bilancio degli ultimi cinque anni. In un’intervista al Foglio dello scorso aprile ha esposto così il suo piano d’azione per l’Italia:  “Serve un piano straordinario europeo di investimenti orientato alla sostenibilità ambientale e sociale, il completamento dell’Unione economica e monetaria con un bilancio dell’area euro che alimenti una indennità europea di disoccupazione, contrasto al dumping fiscale con digital tax e aliquota minima al 18 per cento per le imprese, implementazione del pilastro sociale, ambiente, ricerca, istruzione e tante altre proposte ambiziose e realistiche che metteremo al centro del negoziato per la nuova Commissione”.

In un’intervista al Sole 24 ore del marzo scorso sottolineava invece necessità di tenere i conti in ordine cercando però di ottenere margini di flessibilità in Europa: “Un conto è impegnarsi, come abbiamo fatto noi, per la flessibilità delle regole e per la loro riforma, altro è predicare l’irresponsabilità di bilancio. Così l’effetto è solo l’aumento dello spread: a oggi i mercati sono stati assai più severi della Commissione. L’Europa è evocata strumentalmente come capro espiatorio del fallimento della politica economica del governo”, affermava.

La sua proposta allora era quella di  scorporare il finanziamento di alcuni settori dal calcolo del deficit: “Nella revisione del Patto in autunno occorre andare oltre, nel quadro del piano straordinario di investimenti europei infrastrutture, reti, ambiente, welfare e innovazione proposto da Pd e Pse ma anche dalle forze economiche e sociali italiane”, dichiarava.

Qui un video diventato virale dopo la presentazione della lista dei ministri, in cui Gualtieri suona con la chitarra “Bella Ciao”: