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A Riace qualcuno ha violato la legge. Mimmo Lucano? No, il sindaco leghista (che era ineleggibile)

Di Giulio Cavalli
Pubblicato il 25 Giu. 2019 alle 15:46 Aggiornato il 25 Giu. 2019 alle 15:48
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Immagine di copertina
Antonio Trifoli, neo sindaco di Riace, e Mimmo Lucano

Riace sindaco Lega – Ha fatto tutta la campagna elettorale a sputare addosso a Mimmo Lucano, parlando delle sue presunte illegalità e proponendosi come difensore della legge e della giustizia: il neo sindaco (molto vicino alla Lega di Salvini) Antonio Trifoli è riuscito nella mirabile impresa di essere illegale addirittura all’atto della candidatura.

Una figuraccia da Oscar che meriterebbe di essere una barzelletta se non fosse che rischia di rimandare al voto per l’ennesima volta nel giro di pochi mesi una comunità che sta già pagando a caro prezzo l’esposizione mediatica dell’ex sindaco Lucano e le evidenti antipatie su di lui da parte del ministro Salvini.

Secondo la legge il sindaco Trifoli, uscito vincitore nelle ultime elezioni del 26 maggio, non avrebbe potuto essere eletto ai sensi di quanto prevede il Testo unico sugli enti locali per i dipendenti comunali.

Stando alla legge i dipendenti di un ente non possono candidarsi nel Comune in cui lavorano a meno che non prendano un’aspettativa non retribuita e siano dipendenti con contratto a tempo indeterminato.

Trifoli, invece, è un ex Isu-Ipu assorbito dal comune di Riace con contratto a tempo determinato e ispettore per la sicurezza (evidentemente per la sua conoscenza delle regole, eh) e ha chiesto e ottenuto di entrare in aspettativa il 26 aprile scorso, giorno precedente alla presentazione della sua lista per la competizione elettorale, dimenticando però di non rientrare nella categoria di lavoratori che poteva candidarsi.

E tanto per aumentare il pasticcio anche il 30 maggio scorso, dopo l’investitura a sindaco, ha richiesto il prolungamento dell’aspettativa senza che nessuno si accorgesse dell’errore.

A proposito: ma non stupisce che la Prefettura di Reggio Calabria, sempre così attenta sulle vicende di Riace quando era guidata dal sindaco Mimmo Lucano, sempre così pronta a fare le pulci sulla burocrazia, sia diventata improvvisamente così distratta da non accorgersi dell’inghippo burocratico?

Non vi stupisce che proprio nel comune in cui gli ispettori ministeriali sono andati a controllare le code dei muli che raccoglievano la spazzatura improvvisamente si consumi un’intera campagna elettorale senza che nessuno si accorga di niente? Nulla da dichiarare, da quelle parti?

Perché non ci sarebbe niente di peggio, per perdere fiducia nelle istituzioni, di avere contezza della differenza di pesi e di misure. E perché su Riace c’è la continua sensazione che qualcuno abbia sparato a palle incatenate contro Lucano e poi si sia sbadatamente dimenticato di seguirne lo sviluppo.

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