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Renzi: “Italia Viva sarà il partito più femminista della storia italiana”.

L'ex premier parla dopo la scissione dal Pd: "La nostra bandiera sarà il Family Act della ministra Bonetti. Zingaretti? Sembra che si vergogni delle nostre politiche"

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 22 Set. 2019 alle 10:32
Immagine di copertina
Matteo Renzi, leader di Italia Nuova. Credit: Alberto PIZZOLI / AFP

Renzi: “Italia Viva sarà il partito più femminista della storia italiana”

Matteo Renzi garantisce: “Italia Viva sarà il partito più femminista della storia italiana”. “Le donne sono fondamentali nella società e dobbiamo coinvolgerle di più in politica. Saremo il partito più femminista della storia italiana e saremo d’esempio anche per gli altri partiti”, dice Renzi in una intervista a Il Messaggero pubblicata oggi, domenica 22 settembre.

“Io oggi sono a Pechino: continuerò a viaggiare per le mie conferenze. Il partito sarà guidato da un uomo e da una donna, Ettore Rosato e Teresa Bellanova”, spiega il leader di Italia Nuova. “Per noi è fondamentale riaffermare la diarchia e la presenza femminile. Dopo la nostra decisione spero aumenteranno le donne in prima fila. Intanto partiamo noi, gli altri seguiranno”.

Nell’intervista Renzi parla anche del programma politico del suo nuovo partito, del futuro del governo e del rapporto con gli ex compagni di partito del Pd. Senza mancare di lanciare una frecciata al segretario dem, Nicola Zingaretti.

“Zingaretti ha scelto per le riforme un deputato che era contro il referendum e per il lavoro chi ha sempre attaccato il Jobs Act: una radicale discontinuità, come se si vergognasse delle nostre politiche”, osserva Renzi. “Prima delle singole scelte c’è un dato di fatto: sette anni di litigi, discussioni, fuoco amico hanno stancato tutti, per primi gli italiani. Come nelle coppie che le hanno provate tutte a un certo punto è meglio dividersi che continuare a litigare. Noi avremo sempre rispetto per il Pd: anziché celebrare una finta unità, prendiamo semplicemente un’altra strada”.

Nella sua scissione Renzi è stato seguito da molti dei suoi fedelissimi, ma non da tutti. Luca Lotti e Lorenzo Guerini, tra gli altri, sono rimasti nel Partito democratico. “Loro volevano che io facessi una corrente, io mi sono rifiutato perché penso che la balcanizzazione correntizia abbia ucciso il Pd”, racconta il leader di Italia Nuova. “Abbiamo idee diverse, da mesi. Da un lato c’è amarezza perché quando dividi la strada da un amico fraterno ti dispiace. Dall’altro c’è la consapevolezza quasi orgogliosa di chi si vede riconoscere una verità sempre negata: mi hanno detto che io mi circondavo solo di yesmen. Non è così”.

“La nostra bandiera sarà il Family Act al quale sta lavorando la ministra Bonetti”, spiega Renzi. “Partire dalla famiglia è la priorità. Siamo in una crisi demografica pazzesca: doveroso aiutare i figli, i genitori, gli asili nido. Ma sinceramente spero che questa proposta diventi una proposta di tutto il Parlamento, persino dell’opposizione”.

“Io sono quello dei diritti civili, del terzo settore, della legge sul dopo di noi, degli 80 al ceto medio, dell’abbassamento delle tasse, della fatturazione elettronica, di Industria 4.0, della cooperazione internazionale, dell’euro in cultura-euro in sicurezza”, prosegue Renzi.

“Noi siamo per un grande piano di investimenti verdi sul modello di quello lanciato dalla Merkel e se possibile più ambizioso. Lo presenteremo alla Stazione Leopolda e sarà una nostra deputata esperta di economica circolare a presentarlo, Maria Chiara Gadda”.

Ma questo, chiarisce Renzi, “non significa che per essere verdi dobbiamo alzare le tasse agli agricoltori o ad altri”. “Se lo facessimo faremmo un danno a chi cura il territorio come giustamente ha fatto notare la ministra Bellanova. Dunque ci faremo sentire non con spirito polemico ma costruttivo. Per difendere l’ambiente dobbiamo coinvolgere gli agricoltori, non tassarli”.

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