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Renzi cambia per la terza volta commissione e approda in Sanità: “Vuole mettere le mani sui 20 miliardi del Recovery”

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 6 Apr. 2021 alle 13:38 Aggiornato il 6 Apr. 2021 alle 17:19
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Immagine di copertina
Matteo Renzi Credits: ANSA

Il senatore e leader di Italia Viva Matteo Renzi ha cambiato Commissione per la terza volta nel giro di poco tempo. E dalla sua e-news annuncia il passaggio alla Commissione Sanità, la cui presidente è la renziana Annamaria Parente: “La lotta contro la pandemia ha visto in prima fila la qualità di medici e infermieri, farmacisti e ricercatori, volontari e forze di pronto soccorso. Benissimo. Ma se tra qualche mese saremo fuori dall’incubo del Coronavirus non possiamo far finta di non vedere che abbiamo un problema. Dobbiamo spendere di più e meglio per la sanità”.

Le mani di Renzi sulla sanità

In totale – si legge sul quotidiano La Verità – ci saranno da spendere 19,7 miliardi per la Sanità e per Italia Viva seguire gli iter di legge è “un’opportunità da non perdere”. Resta anomalo il cambio di commissione, il terzo caso per la precisione. L’ex presidente del Consiglio sedeva in commissione Esteri, come di solito fanno i leader di partito per consuetudine. Successivamente però ha cambiato passando alla Difesa. Ora il terzo passaggio, questa volta alla Sanità.

“Per affrontare meglio le prossime emergenze sanitarie – scrive il Senatore di Rignano – (tocchiamo pure ferro, ma sappiamo che nel mondo di oggi la sanità è comunque fondamentale, specie considerando l’allungamento dell’età media) serve una visione. Un orizzonte. Un piano”.

“Il Parlamento deve discutere di questo, anziché azzuffarsi sul nulla”, incalza Renzi che sottolinea come “dopo aver dettato l’agenda sulle infrastrutture con il Piano Shock, sulla famiglia con l’assegno unico e universale, adesso vogliamo che il Parlamento si occupi in modo strategico, non emergenziale, di sanità”.

Il futuro del territorio

Parte così la campagna di Italia Viva per il progetto Sanità 2030. “In tutto il mese di aprile Italia Viva, grazie soprattutto al lavoro di Annamaria Parente, che è presidente della Commissione Sanità al Senato, farà un lavoro di ascolto delle principali realtà sanitarie del Paese. E proverà a elaborare un progetto Sanità2030 che abbia il respiro e l’orizzonte che l’Italia merita. Nel mio piccolo – annuncia il senatore toscano – anche io contribuirò a questo lavoro, trasferendomi anche dalla commissione difesa alla commissione sanità”.

“Non basta il piccolo cabotaggio, il giorno dopo giorno, la risposta emergenziale: occorre un grande sforzo strategico sul come dipingere la sanità di domani e di dopodomani. E Italia Viva lo costruirà offrendolo in spirito costruttivo al resto delle forze politiche”, aggiunge Renzi.

Il Mes dimenticato

E sul capitolo Mes, di cui prima Renzi era un grande fautore, adesso scrive: “Non importa se le risorse vengano da Mes o dal debito pubblico in sanità servono nuovi fondi”. “Il Mes ha fatto molto discutere di sé per il no ideologico di una parte del Parlamento. Mario Draghi – incalza Renzi – è intervenuto con la consueta chiarezza. E ha detto due cose: 1. Oggi il costo del debito si è molto ridotto grazie alla credibilità internazionale del nuovo Governo (non era così con il governo Conte, purtroppo). Quindi il MES non è più conveniente quanto prima. Meno male che c’è Draghi e non il vecchio Governo, dunque. 2. Oggi manca un piano reale approvato dal Parlamento per spendere i soldi del MES, o comunque i soldi della sanità”.

“Io che sono da sempre un convinto sostenitore del MES, capisco il primo dei due motivi. Allo stesso tempo lavoro perché ci sia un piano approvato dal Parlamento il prima possibile. Su questa cosa chiedo a tutti i militanti e dirigenti di Italia Viva di dare una mano: queste sono le cose che interessano davvero il Paese. Come spendere i soldi dei nostri figli per potenziare il sistema della sanità italiana, non in misure assurde come il cashback o i banchi a rotelle”, dichiara ancora Renzi.

“Poi che si spendano questi soldi con il MES o ricorrendo al debito pubblico tradizionale lo deciderà il Governo: per me la cosa fondamentale è che ci siano subito fondi per la sanità. Perché se dobbiamo dire grazie a medici e personale sanitario è anche vero che ci sono state scene vergognose in questi mesi. E i denari investiti bene in sanità non sono spese, sono l’assicurazione sul nostro futuro”, conclude il leader di Italia Viva.

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