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Home » Politica

Meloni a Tripoli: “Rafforzata collaborazione con l’autorità libica in relazione alla guardia costiera”

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“Noi oggi in questa importante giornata abbiamo adottato un’intesa firmata dai nostri rispettivi ministri degli Esteri con l’obiettivo di potenziare le capacità e la cooperazione con l’autorità libica in relazione alla guardia costiera”: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni annuncia in una dichiarazione congiunta a Tripoli con il Primo Ministro del Governo di unità nazionale libico, Abdul Hamid Dbeibah, una rafforzata collaborazione tra i due Paesi in merito alla sorveglianza del Mediterraneo.

La premier ha poi ringraziato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il suo omologo libico: “È anche merito loro per questa iniziativa importante”.

Nel pratico Italia e Libia si sono accordate per fronteggiare “i numeri delle migrazioni irregolari dal loro Paese verso il nostro, che sono ancora alti”, dice la leader di Fratelli d’Italia, per la quale “il contrasto ai flussi di immigrazione irregolare rimane un dossier centrale”.

Lo scorso 2 novembre si è rinnovato automaticamente il memorandum d’intesa tra i due Paesi, un documento firmato per la prima volta il 2 febbraio 2017, sotto il governo Gentiloni, con il quale l’Italia si impegna a fornire aiuti economici e supporto tecnico alle autorità libiche per ridurre i flussi migratori, ai quali viene affidato la sorveglianza del Mediterraneo attraverso la fornitura di motovedette, di un centro di coordinamento marittimo e di attività di formazione.

Le associazioni in difesa dei diritti umani hanno sempre criticato il documento, denunciando come omissioni di soccorso, respingimenti, detenzioni arbitrarie, stupri e violenze siano all’ordine del giorno sulle cose libiche, e avvengano proprio con il finanziamento dell’Italia.

“Vogliamo e possiamo giocare un ruolo importante anche nella capacità di aiutare i Paesi africani a crescere e a diventare più ricchi”, insiste Meloni, specificando di intendere “una cooperazione che non vuole essere predatoria, che vuole lasciare qualcosa nelle nazioni”.

“Gli ingressi irregolari in Italia – ha concluso la premier – sono oltre il 50% delle persone che vengono dalla Libia, si devono intensificare gli sforzi in materia di contrasto al traffico e alla tratta di esseri umani, assicurando un trattamento umano alle persone interessate”.

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