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Piattaforma Rousseau, Biondo (ex M5S) a TPI: “Casaleggio lobbista più potente d’Italia, sta privatizzando la democrazia”

Intervista a Nicola Biondo, ex capo della comunicazione del Movimento Cinque Stelle e autore del libro "Sistema Casaleggio"

Di Charlotte Matteini
Pubblicato il 30 Set. 2019 alle 19:10 Aggiornato il 30 Set. 2019 alle 19:24
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Immagine di copertina
Nicola Biondo (ex M5S) Credit: Twitter

Piattaforma Rousseau, Biondo (ex M5S) a TPI: “Casaleggio lobbista più potente d’Italia, sta privatizzando la democrazia”

A poche settimane dalla nascita del governo giallo-rosso una nuova polemica si staglia all’orizzonte e rischia di provocare una frattura nella maggioranza. A scatenare i contrasti tra Pd e M5S è questa volta la prevista presenza all’Onu di Davide Casaleggio – presidente dell’Associazione Rousseau e della Casaleggio Associati – che domani, martedì 1 ottobre, interverrà nel corso di un evento sulla cittadinanza digitale per parlare della piattaforma Rousseau.

In queste ore, numerosi esponenti del Pd ed ex M5S stanno aspramente criticando la partecipazione di Casaleggio a questo evento organizzato e promosso dal governo italiano attraverso la Rappresentanza Permanente italiana alle Nazioni Unite considerando la sua posizione di imprenditore e presidente dell’associazione privata proprietaria della piattaforma in uso al Movimento 5 Stelle possibile foriera di potenziali conflitti di interesse.

Dalla senatrice pentastellata Elena Fattori passando per il capogruppo Pd Andrea Marcucci, ai deputati dem Filippo Sensi e Matteo Orfini, sono molti i parlamentari che stanno sollevando dubbi in merito alla partecipazione di Casaleggio all’evento che si terrà a margine dell’Assemblea Onu.

Da molti anni il potenziale conflitto di interessi di Davide Casaleggio è al centro di numerose inchieste giornalistiche e interrogazioni parlamentari, il quale ha sempre respinto al mittente le svariate critiche sostenendo fossero pretestuose.

Per capire meglio quali sono le problematiche di Rousseau e del cosiddetto “sistema Casaleggio”, TPI ha raggiunto Nicola Biondo, ex responsabile della comunicazione alla Camera del Movimento 5 Stelle e autore – insieme a Marco Canestrari – di “Supernova. I segreti, le bugie e i tradimenti del Movimento 5 Stelle” e “Il sistema Casaleggio. Partito, soldi, relazioni: ecco il piano per manomettere la democrazia”.

Che cos’è il sistema Casaleggio?

Partiamo da un inganno per descriverlo: nell’agosto 2017, Davide Casaleggio va alla stampa estera a presentare e magnificare Rousseau e un giornalista spagnolo gli fa una banale domanda: “Ma a lei chi l’ha eletta?”.

Se si guarda quel video, che è ancora possibile trovare su Youtube, lui è imbarazzato perché non è abituato a un colloquio e dice la prima gigantesca e ignobile e pericolosa bugia: “Io sono solo uno dei tanti tecnici che dà una mano”.

Invece non è così…

Lui lo sapeva che non era affatto così, eravamo noi che ancora non lo sapevamo. Non sapevamo ancora, per esempio, che di lì a poco lui insieme a Luigi Di Maio avrebbe fondato per la terza volta il Movimento 5 Stelle ex novo, dandosi uno statuto che viene a sua volta compenetrato dallo statuto di Rousseau.

Nel mondo reale, ciascuno di noi tende a magnificare la propria potenza, questo ragazzo invece no. E perché? Perché deve mascherare una cosa, che è la seconda cosa pericolosa: lui ha fondato un sistema, un sistema per cui il Movimento 5 Stelle è il braccio politico di un sistema commerciale.

La Casaleggio Associati

Dunque: Davide Casaleggio è proprietario della Casaleggio Associati, un’azienda privata che fa ovviamente del fatturato e che lavora in rete, che non produce scarpe o calcestruzzo o porte blindate, ma lavora sull’e-commerce e una serie di altre cose. Poi ha una seconda associazione privata, sempre di natura commerciale, questo l’abbiamo scoperto io e Marco Canestrari.

Questa associazione è Rousseau ed è di natura commerciale perché vende prodotti, ovvero vende la possibilità che tutti i parlamentari possano utilizzare il sito Rousseau. Vendono perché questa possibilità costa 300 euro al mese a ogni eletto in Regione e parlamento e ogni eletto deve usufruirne. Si è mai riunito il consesso degli eletti per decidere se usare Rousseau oppure la piattaforma di un altro impreditore? No.

Si scoprì anzi a fine del 2017, nel silenzio più totale da parte di Casaleggio, che nell’ambito dei due statuti, che si compenetrano l’uno nell’altro ma che vede quello dell’associazione Rousseau come dominus rispetto a M5S,  si decise con le firme di Davide Casaleggio e Luigi Di Maio che Rousseau sarà per sempre il fornitore di democrazia diretta del Movimento 5 Stelle.

Siccome la carica di Davide Casaleggio non è scalabile, non è contendibile, lui sempre sarà il dominus del Movimento 5 Stelle. Questa è l’infrastruttura del sistema.

In cosa consiste il suo conflitto d’interessi, invece?

Facciamo un esempio: siccome Davide Casaleggio non fa scarpe, non produce prodotti ma lavora in rete e vende consulenze, cosa può succedere? Io sono Nicola, produco water e mi presento da lui dicendogli che devo riposizionarmi sul mercato e mi serve una consulenza per vendere meglio il mio prodotto.

Alla fine della discussione lui può dirmi: “Vuoi conoscere il presidente della Commissione delle Attività produttive? Il ministro dello Sviluppo Economico? Il vicepresidente del Consiglio? Basta chiederlo”. Che cosa vuol dire questo? Che Davide Casaleggio non è l’uomo più potente d’Italia ma è il lobbista più potente d’Italia.

Nessun lobbista regolarmente registrato e onesto può dire una cosa del genere o alzare il telefono per chiamare il vicepresidente del Consiglio trattandolo come un suo dipendente. Ma gli eletti che versano a Rousseau questo sono per lui, suoi dipendenti. Anche perché chi si rifiuta di versare i 300 euro mensili per Rousseau viene sbattuto fuori, perché il padrone di casa è lui.

Io uso sempre la metafora dell’inquilino e del proprietario per far capire meglio: io ogni mese ti do dei soldi per la tua casa, il proprietario di casa sei tu e se non te li do puoi sbattermi fuori.

Questo è quello che succede: tra gli eletti del Movimento 5 Stelle e Davide Casaleggio, c’è un rapporto commerciale uguale a quello che esiste tra inquilino e proprietario di casa. Che cosa fa, quindi, Davide Casaleggio?

Fra virgolette traffica in seggi, perché la selezione della classe dirigente è decisa da Rousseau, che è il suo software, è un software proprietario di cui noi non sappiamo niente. Quando gli eletti dicono che aspettano Rousseau per fare il governo che cosa ammettono?

Che di fatto è stata privatizzata la democrazia del primo partito italiano i cui meccanismi di selezione e scelta politica dipendono dal software proprietario di un’associazione privata di natura commerciale. Al mio Paese questa si chiama privatizzazione.

Mi preoccupa il fatto che altri, come il Partito Democratico con la piattaforma che sta lanciando per esempio, abbiano deciso di scimmiottare il sistema Casaleggio per la gestione del partito.

Perché?

Perché di fatto il sistema Casaleggio sta vicendo, sta culturalmente vincendo. Noi avevamo qui due possibilità: o la fondazione di uno stato autoritario novecentesco con Salvini o la manipolazione della nostra democrazia liberale e occidentale in senso cinese.

E sta vincendo questa seconda opzione. Per un verso è ancora più terrorizzante della prima. Di questo va dato atto a Casaleggio e a tutti i suoi suggeritori. Lui di fatto sta privatizzando piano piano la democrazia attraverso le sue scelte imprenditoriali.

Lui non è com’era suo papà. Gianroberto Casaleggio, che con tutti i suoi difetti, era un matto ma un matto coerente. Se Gianroberto diceva “mai con il Pd”era “mai con il Pd” davvero. Allora perché invece Davide Casaleggio ha scelto di fare il salto della quaglia? Perché lui è un imprenditore, a Davide Casaleggio non interessa la politica.

Lui deve vedere il fatturato, la riga dei ricavi, per questo ha cambiato idea. A lui serve mantenere in piedi il sistema e avere delle garanzie in tal senso. Non ha cambiato idea perché il Pd è cambiato.

Il punto debole del Movimento 5 Stelle è Davide Casaleggio, quindi?

Io e Marco Canestrari abbiamo detto sin dal 2016 che il Movimento 5 Stelle era morto.

Ed è morto sia per come l’intendeva Gianroberto Casaleggio ma è soprattutto morto riguardando alle aspettative di migliaia e migliaia di persone che avevano creduto che potesse esserci un altro modo di fare politica.

> Piattaforma Rousseau: cos’è e come si vota? 

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