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Home » Politica

Parola ai giovani: la proposta dell’associazione InOltre sul salario minimo. PD, parliamone insieme!

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L’associazione InOltre darà il suo pieno sostegno nel reclutamento dei volontari guidati da Silvia Roggiani per arginare le destre nella campagna porta a porta che ci attende a settembre. Chiediamo lo stesso sforzo a tutte e tutti coloro che non vogliono regalare il Paese alle destre. Ma i disillusi non si convincono solo con l’ansia dell’avversario politico. L’invito pertanto è di non condannarsi alla vaghezza, di sciogliere questi giorni tutte le ambiguità, di fare scelte nette nel programma e di tracciare un percorso di coinvolgimento del mondo dell’associazionismo e degli esclusi, unico modo per richiamare i tanti astenuti che potrebbero non percepire il cambio radicale che richiede questa fase. Serve un gesto autentico di vicinanza a questi mondi troppo inascoltati in questi anni.

Lanciamo la Sfida del Noi, di una Fabbrica democratica, che costruisca da subito le sue fondamenta per affrontare la campagna elettorale e il dopo elezioni. E’ uno spazio di confronto per tanti giovani e associazioni che vogliono trovare insieme una collocazione valoriale e programmatica, dare il proprio contributo di idee. Esiste già una prima collaborazione trasversale di associazioni che hanno lavorato insieme sui temi e in questi giorni, infatti, faremo pressione perché le istanze tracciate nel documento “I giovani dal margine al centro dell’investimento pubblico” approvato dalle assemblee nazionali del PD e di Articolo Uno, trovino sul serio cittadinanza nel programma del centrosinistra, come segno di apertura alle associazioni. Questo testo insieme alla proposta di legge sul salario minimo costituiscono la base di partenza di questa sfida multilaterale per includere e partecipare. La sfida di aprirsi alle tante forme organizzate di impegno politico e civico, senza circoscriversi a dinamiche territoriali di partito del tutto da ripensare se si vuole perseguire una vera democrazia partecipativa e rendere attiva una comunità politica. Un impegno dunque che non si ferma il 25 settembre. Si tratta di un manifesto valoriale e un policy paper di 50 pagine sottoscritto da 27 associazioni nazionali. Crediamo rappresenti il minimo sindacale per ascoltare davvero le posizioni delle associazioni operanti in diversi ambiti del sociale.

Al contempo chiediamo che sul salario minimo non si ceda alla tentazione di arrivare al voto “per titoli” ma con una proposta organica e strutturata, che copra i settori scoperto, in particolare i giovani. La nostra proposta tiene insieme i salario minimo contrattuale e il salario minimo legale, la misurazione della rappresentanza e la tutela dei giovani lavoratori sottopagati e sfruttati. Su questo non possiamo permetterci slogan dinnanzi a una generazione che attende risposte e le fasce medio-basse stremate dalla crisi economica e dall’inflazione, costrette a camminare sulle claudicanti gambe del part-time involontario.

Abbiamo per questi motivi chiesto un incontro alla Segreteria del PD perché si possa discutere del predetto documento e della proposta sul salario minimo che abbiamo redatto con le associazioni e l’ufficio giuridico della CGIL. Il tempo è poco per la chiusura de programmi. Siamo in attesa di risposta e confidiamo che oltre ad aver dato il nostro supporto come volontari si ascoltino anche le proposte che tanti giovani vogliono che trovino posto nella agenda sociale del centrosinistra. Su legalizzazione della cannabis le nostre proposte contengono l’apporto di tante associazioni Freeweed, sull’eutanasia legale dobbiamo facciamo nostra la spinta del comitato referendario; su matrimonio egualitario e adozioni chiediamo posizioni chiare e senza tentennamenti. Riforma fiscale progressiva in netta discontinuità con quanto approvato dal governo Draghi. Cultura, Diritti dei detenuti, diritti di partecipazione, di cittadinanza e tante altre questioni su cui si chiede un cambio di passo. Noi stiamo dando il nostro supporto come volontari, la disciplina di partito la sentiamo viva in particolare nei momenti decisivi, ma chiediamo di essere ascoltati anche per ciò che pensiamo per questo Paese e per la nostra generazione.

Qui la proposta di legge: https://docs.google.com/file/d/1L3R_e3uiFsVAvRvwPGRSSm__3BNF1ppr/edit?filetype=msword

I giovani dal margine all’investimento pubblico
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