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Parlamentari via dal M5S, l’ira di Di Maio: “Chi passa alla Lega ci dica quanto costa al chilo”

Di Donato De Sena
Pubblicato il 12 Dic. 2019 alle 17:48
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Immagine di copertina
Il capo politico M5S Luigi Di Maio

Parlamentari via dal M5S, l’ira di Di Maio: “Non raccontino balle, ci dicano quanto costano”

Non usa mezze misure Luigi Di Maio per commentare la probabile uscita di parlamentari dal M5S verso la Lega. Il capo politico e ministro degli Esteri oggi ha attaccato: “Se queste persone sentono il bisogno di continuare la loro carriera politica in un altro partito perché pensano che con il Movimento 5 Stelle non avranno abbastanza potere, o abbastanza possibilità di gestire il loro ruolo in maniera individualistica, allora passino alla Lega ma non raccontino balle ai cittadini”.

“Dicano ai cittadini – ha proseguito – che il tema non è il Mes ma che gli hanno promesso qualcosa alle elezioni regionali, un seggio alle elezioni nazionali… dicano quanto costa al kg un senatore per la Lega. Perché il mercato delle vacche a cui stiamo assistendo è la solita dinamica dei voltagabbana degli ultimi 20 o 30 anni e che noi, come M5S, abbiamo sempre combattuto”. Il dissenso di senatori come Ugo Grassi, Stefano Lucidi e Francesco Urraro è emerso con il voto sul Meccanismo Europeo di Stabilità.

“Le scuse sul Mes – ha affermato Di Maio – non sono utilizzate solo dalla Lega e da chi vuole metterci gli uni contro gli altri, sono le stesse scuse che stanno cercando alcuni per cambiare casacca. Io non ho nessun problema a dirlo: se ci sono senatori come Ugo Grassi, che è appena passato alla Lega, evitino di utilizzare una cosa non vera come il fatto di aver detto Si al Mes, per passare alla Lega. Consegnino come ha fatto Grassi una bella lettera alla presidente del Senato e dicano chiaramente: ‘Io voglio cambiare casacca e tradire il mandato che i cittadini mi hanno dato'”.

Perché – ha continuato il capo politico del M5S – “non c’è alcun male a cambiare idea e forza politica ma se lo fai ti dimetti torni a casa e ti fai rieleggere con un’altra forza politica”. E non solo: “Quando mandano quella lettera possono mettere in allegato anche il listino prezzi senatori del mercato delle vacche che ha aperto Matteo Salvini in Senato che ci ricorda lo stesso mercato delle vacche di Silvio Berlusconi ai tempi di Di Gregorio”.

“Non vogliono tagliarsi lo stipendio”

Di Maio è intervenuto anche con un post Facebook. Le ragioni di chi lascia il M5S per andare in un altro partito – ha scritto – “sono sempre le stesse: non si vogliono più tagliare lo stipendio, la regola del secondo mandato pesa, dà fastidio, qualcuno vorrebbe cambiarla. E in generale qualcuno li convince di poter fare politica a vita, e questo alletta in tanti”.

“Quello che posso dire a queste persone è che il M5s non li rimpiangerà e non ci sarà un solo attivista pronto a mangiarsi i gomiti. Il valore di un essere umano si misura anche da questo, dal prezzo che dà alla propria dignità”.

“La storia continua a ripetersi. È il collaudato sistema della vecchia politica. Vi ricordate gli Scilipoti di Berlusconi? L’elenco di politici che si sono venduti al diavolo per pochi spiccioli o per una poltrona più comoda e più sicura potrebbe essere lunghissimo. E continuerà ad esserlo finché non esisteranno regole serie contro i cambi di casacca”.

Sui cambi di casacca di questi giorni: “Berlusconi a confronto era un pivello!”. “Purtroppo – ha continuato il ministro – al Movimento è successo quando eravamo all’opposizione e succede anche adesso. Non abbiamo mai avuto la presunzione di voler cambiare l’animo delle persone, ma quella di selezionare solo incensurati sì”. E poi ironizza: “E poi gli sentiamo dire, in maniera ipocrita, che lasciano il M5S per andare a trovare più democrazia negli altri partiti”.

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