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I No Tav contro il M5s: “Di questa sceneggiata dall’esito scontato ne avremmo fatto volentieri a meno”

M5s, oltre il danno anche la beffa: i no Tav: "Di questa sceneggiata dall'esito scontato ne avremmo fatto volentieri a meno"

Di Laura Melissari
Pubblicato il 7 Ago. 2019 alle 15:20
Immagine di copertina

I No Tav contro il M5s: “Di questa sceneggiata dall’esito scontato ne avremmo fatto volentieri a meno”

I No Tav contro il M5s. “Continuiamo da noi. Da un cantiere di fatto fermo da oltre 400 giorni grazie alla nostra opera costante di presidio ed iniziativa, da dei lavori di allargamento che sfidiamo Salvini a far partire, così da poter toccare con mano cosa significa cantierizzare un territorio ostile”. Sono le parole del Movimento No Tav, dopo il voto del Senato. Gli attivisti, in un comunicato su notav.info hanno definito quella andata in scena oggi in Senato un teatrino e una sceneggiata dall’esito scontato.

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“Di questa sceneggiata ne avremo fatto volentieri a meno lo abbiamo dichiarato giorni fa, poiché l’esito era scontato e non ci interessa francamente spenderci troppo parole. Giochi di palazzo e poltrone, equilibrismi e fanatismi li lasciamo volentieri ad altri. La storia, lo sappiamo, relegherà ognuno al posto che merita”, scrivono.

Nella giornata di ieri il leader storico dei No Tav della Val di Susa aveva definito la mozione dei Cinque Stelle “una presa per i fondelli” e un “tradimento”.

A difendere il Movimento, sconfitto in Senato, ai ferri corti con l’alleato di governo, e sbeffeggiato dagli stessi No Tav, interviene Beppe Grillo, che se la prende con Perino.

“La pacatezza ostentata non cambia il senso alle parole che ha usato: tradimento. Il MoVimento vi ha tradito, ha tradito la Val di Susa, i No Tav e sopratutto Alberto Perino. Tradire significa qualcosa come passare dalla parte dell’avversario. La sua è una pacatezza ipocrita che fa l’occhiolino a chi si è dimenticato cosa significhi quella parola. Non avere la forza numerica per bloccare l’inutile piramide non significa essersi schierati dalla parte di chi la sostiene”, ha scritto Grillo su Facebook.

“In Val di Susa ho rimediato un candelotto in faccia e 4 mesi di condanna, ma il peggio è essere stato al fianco di uno che oggi (solo per il fatto che questo è un paese democratico) mi da del traditore. Questa è una delusione, non perché abbiamo mai mangiato insieme, piuttosto per averla così sopravvalutata”, scrive Grillo.

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