Sicilia, Musumeci non molla: “Il governo vuole un campo di concentramento per migranti, vado dalla magistratura”

Il governatore della Sicilia inasprisce i toni contro lo "Stato fuorilegge" dopo la sua ordinanza sugli hotspot e dice di essere pronto a ricorrere alla magistratura

Di Anna Ditta
Pubblicato il 24 Ago. 2020 alle 16:02
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Il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, al Meeting di Rimini, 21 agosto 2020. ANSA/PASQUALE BOVE

Il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, è tornato sulla sua ordinanza che prevede dalla mezzanotte la chiusura degli hotspot siciliani che ospitano i migranti, dopo la polemica di ieri col Viminale. “Cosa faremo alla mezzanotte, se i soggetti che sono chiamati a dare attuazione alla legittima ordinanza del presidente della Regione, non lo faranno?”, si è chiesto il governatore. “A noi rimarrebbe solo una strada, quella di rivolgerci alla magistratura poiché ci troveremmo di fronte a una palese omissione, con tutto quello che può determinare in un contesto di epidemia. Se il governo dovesse impugnare la nostra ordinanza, faremo valere le nostre ragioni nelle sedi opportune”.

“Se il governo, invece, ci verrà incontro – ha aggiunto – potrà chiederci 2-3-5-8 giorni di tempo per trovare la possibilità di ricollocare i migranti e di mettere i sigilli in tutti i centri di accoglienza. Se non lo farà, però, li apporremo noi, e metteremo fine a questa indecorosa pagina della nostra Isola. La gente non ne può più e non possiamo accettare che questa gente venga trattata in maniera disumana”.

Il ministero dell’Interno ha sottolineato che “la situazione attuale richiede lo sforzo comune da parte di tutte le istituzioni secondo il principio costituzionale di leale collaborazione, che si ritiene oggi più che mai indispensabile. Il ministero dell’Interno è da sempre direttamente impegnato per ridurre l’impatto della forte pressione migratoria sulla Sicilia, dovuta ai numerosi sbarchi autonomi legati alla crisi tunisina, rispetto alla quale il governo si è attivato per trovare ogni utile soluzione”.

Ma il governatore non fa nessun passo indietro: “Tenere quelle persone in quei luoghi, in quei campi di concentramento, è un delitto. Io sono il soggetto attuatore dell’emergenza Covid e quegli spazi non sono ammissibili: abbiano fatto il nostro dovere, il diritto alla salute è un diritto tutelato dalla Costituzione. Non importa se lì dentro ci sono migranti o agenti di commercio; si tratta di persone e come tali non possono stare in quelle condizioni. Ecco perché abbiamo fatto l’ordinanza: adesso il Viminale agisca”.  Il Viminale dice che la competenza non è della Regione? “Se è loro – aggiunge – agisca di conseguenza, perché è fuorilegge: quei luoghi non rispettano le regole e le norme di sicurezza sanitaria”.

Musumeci definisce i numeri degli arrivi “impressionanti”: solo a luglio sono arrivati 7067 migranti e ad agosto altri tremila. Nel 2019 sono stati a luglio 1088, ad agosto 1268 in tutto il mese. Davanti questi numeri, “il governo è arrivato a pensare solo ai campi di concentramento. Pensavano a una tendopoli-baraccopoli anche a Vizzini in un deposito militare, abbandonato da anni, che ci ricorda luoghi e contesti assolutamente da dimenticare. E tutto questo senza consultare neppure il sindaco”.

“Abbiamo mandato i nostri medici nel campo ci concentramento di Vizzini e i medici hanno detto che non esistono i requisiti igienico-sanitari: si sono apparentemente fermati, ma vedrete che andranno avanti”, ha detto il governatore. Il 26 giugno, ricorda, è stato chiesto al governo nazionale la dichiarazione dello stato di emergenza per Lampedusa, sanitario, sociale ed economico. Ancora oggi non è stato dichiarato, nonostante lo stato d’animo in cui vivono gli operatori di quelle isole. Sono caduti nel vuoto l’appello del sindaco Totò Martello e il sopralluogo del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

Musumeci assicura: “Da parte nostra non c’è alcuna volontà di scontro con con il governo centrale. Abbiamo adottato una condotta improntata da grande rispetto, ci aspettiamo lo stesso dal governo, non certo atteggiamenti di arroganza, superficialità, o peggio i silenzi che servono a far perdere tempo per neutralizzar gli effetti dei problemi. Avevamo lanciato l’allarme già a marzo e siamo stati ignorati. A questo atteggiamento noi rispondiamo con fermezza nell’adempimento dei rispettivi doveri. Abbiamo solo rivendicato il diritto di tutelare il diritto alla salute dei siciliani, di chi si trova in Sicilia, i milioni di turisti, e dei migranti ammassati negli hotspot. Da Roma è arrivato solo il silenzio”. E infine avverte: “Non guarderò in faccia a nessuno: ho il dovere di tutelare la salute delle persone che stanno in quest’Isola. Il governo centrale la smetta di mostrare i muscoli e faccia il suo dovere finalmente. Andremo avanti consapevoli di essere dalla parte della ragione”.

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