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Sicilia, ordinanza di Musumeci: “Entro le 24 di domani migranti fuori dall’isola”. Ma il Viminale lo blocca: “Non può farlo”

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 23 Ago. 2020 alle 08:52 Aggiornato il 23 Ago. 2020 alle 17:49
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Migranti, Musumeci: “Chiudo hotspot e centri di accoglienza in Sicilia”

Il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, è passato dalle parole ai fatti e – dopo aver minacciato la chiusura di hotspot e centri di accoglienza per migranti – ha firmato un’ordinanza che prevede, “entro le 24 di domani” la chiusura delle strutture e il trasferimento dei richiedenti asilo “in strutture fuori dall’isola”. “L’ordinanza – ha scritto sui social il presidente della Regione Sicilia – è stata pubblicata questa notte. Oggi verrà notificata a tutte le prefetture dell’Isola e al governo nazionale”.

Dal Viminale lo frenano: “La posizione del Governo è che la materia è di competenza statale”, sottolineano fonti del Ministero dell’Interno. Ma Musumeci tira dritto. “Il governo centrale è arrivato impreparato e non si è posto alcun problema sulla gestione di un numero enorme di sbarchi durante la pandemia – sottolinea -. E adesso il problema è diventato la mia ordinanza? Piuttosto che prendersela con me o con i siciliani, provino a fare sentire la loro voce in Europa e si diano un piano serio per tutelare gli italiani. Facciano qualcosa… o meglio facciano quello che non hanno ancora fatto. Noi andremo avanti”.

L’ordinanza della Sicilia ha validità fino al 10 settembre e impone il “divieto di ingresso, transito e sosta” nella regione per “ogni migrante che raggiunga le coste siciliane con imbarcazioni di grandi e piccole dimensioni, comprese quelle delle ong”.

“La Sicilia – aveva dichiarato Musumeci poche ore prima di firmare l’ordinanza – non può continuare a subire questa invasione di migranti. Tra poche ore sarà sul mio tavolo l’ordinanza con cui dispongo lo sgombero di tutti gli hotspot e dei centri di accoglienza esistenti. Si attivi un ponte-aereo immediatamente e si liberi la Sicilia da queste vergognose strutture, iniziando da Lampedusa”. Il governatore si era detto anche pronto al braccio di ferro con il Governo nazionale: “Le regole europee e nazionali – ha continuato il presidente della Regione – sono state stracciate. L’Europa fa finta di niente e il governo nazionale ha deciso – malgrado i nostri appelli – di non attuare i decreti vigenti e di non chiudere i porti, come invece ha fatto lo scorso anno con il decreto interministeriale Interno-Difesa-Trasporti. C’è una colpevole sottovalutazione del fenomeno senza precedenti. E non capiscono quanto stia crescendo la tensione. Vogliono far diventare razzisti i siciliani, che sono il popolo più accogliente di tutto il mondo? Adesso se vogliono a Roma impugnino pure la mia ordinanza. Basta: abbiamo avuto fin troppo rispetto istituzionale su questa emergenza, ricambiato da silenzi, indifferenza e omissioni”.

A Musumeci è subito arrivato il sostegno del leader della Lega, Matteo Salvini. “Bravo il governatore della Sicilia – ha scritto sui social il segretario del Carroccio – che ascoltando la Lega e i cittadini, ha detto basta all’arrivo di immigrati nell’isola, ordinando la chiusura di centri d’accoglienza e hotspot. Stop invasione!”. Favorevoli anche il segretario regionale del Carroccio e il capogruppo all’Ars, Stefano Candiani e Antonio Catalfamo: “Adesso Conte e Lamorgese non hanno più alibi e dovranno dare una risposta al presidente della Regione e a tutti i siciliani”, hanno dichiarato.

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