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Multa M5S da 100mila euro per i parlamentari che lasciano, Di Maio minaccia di utilizzarla

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La norma, mai applicata, è ritenuta incostituzionale dai giuristi

Multa M5S da 100mila euro per i parlamentari, Di Maio minaccia

La multa M5S da 100mila euro per i parlamentari che lasciano i gruppi pentastellati è tornata all’ordine del giorno. La contestata norma prevista dai regolamenti del Movimento 5 Stelle è stata tirata in ballo dal capo politico Luigi Di Maio dopo l’addio di Gelsomina Vono, senatrice che ha deciso di aderire al nuovo movimento di Matteo Renzi Italia Viva.

Il ministro degli Esteri, parlando da New York, dove nei giorni scorsi è stato impegnato all’assemblea generale dell’Onu, ha dichiarato che per deputati e senatori che salutano il M5S avvierà “tutte le procedure previste” chiedendo anche il “risarcimento di 100mila euro”. Un risarcimento “di danno di immagine come loro si erano impegnati a firmare adeguandosi allo statuto”, ha detto.

Le regole M5S prevedono da tempo la multa salatissima per i cambi di casacca. In occasione delle Elezioni Politiche del 2018 la sanzione era già prevista dai regolamenti per i candidati a Camera e Senato. E ora Di Maio lega la vicenda della possibile multa a chi va via al tema del vincolo di mandato, che il capo politico del Movimento 5 Stelle vorrebbe rivedere.

La senatrice Gelsomina Vono a TPI: “Lascio i 5 Stelle perché non sono più democratici”

“Ne parlerò con il Pd, dobbiamo mettere fine a questo mercato delle vacche, sia i parlamentari che cambiano gruppo che i gruppi che li fanno entrare. È arrivato il momento di introdurre il vincolo di mandato: se cambi gruppo vai a casa”, è la posizione espressa dal ministro.

La norma inapplicata e cosa dice la Costituzione

Il Pd non condivide. Il vicesegretario Dem Andrea Orlando dichiara che la Costituzione “è una carta sacra” e che quindi non andrebbe toccata.

“Avremmo buone ragioni di lamentarci di questo fenomeno, perché ci sono parlamentari eletti con il PD che hanno formato un’altra forza politica. Però io credo che si debba affermare un principio fondamentale: la Costituzione è una carta sacra, non si può scrivere in funzione delle esigenze contingenti di questa o quella forza politica”, ha detto l’ex ministro della Giustizia.

“Sono convinto – ha spiegato – che si può discutere su cosa si può fare per disincentivare i fenomeni di trasformismo, ma non sono convinto del fatto che, in ragione dello scontento di una singola forza politica, che nutre per un fenomeno che in quel momento la colpisce, si possa riscrivere la Costituzione”.

Tra le posizioni, contraria anche Italia Viva. Il coordinatore Ettore Rosato ha commentato: «Eviterei di fare del male alla nostra Costituzione”.

La norma della multa M5S in realtà non è stata mai applicata finora. Ed è concretamente a rischio applicabilità perché ritenuta incostituzionale da diversi giuristi. All’articolo 76 la Costituzione recita: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”.

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