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La ministra Bellanova sul suo “mancato” titolo di studio: “Io che ho solo la terza media ai ragazzi dico studiate”

Di Marco Nepi
Pubblicato il 8 Set. 2019 alle 14:11 Aggiornato il 8 Set. 2019 alle 14:21
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Immagine di copertina

Teresa Bellanova sul suo “mancato” titolo di studio: “Io che ho solo la terza media ai ragazzi dico studiate”

La ministra dell’Agricoltura Bellanova interviene in prima persona nella polemica sul suo mancato titolo di studio: “Per me non è un valore non avere un titolo di studio superiore, ma neppure la vivo come una frustrazione. Non l’ho mai nascosto che non ho potuto proseguire . Ma ai ragazzi che incontro dico: studiate, studiate, studiate. Perché più si sa, più si può”, scrive in un tweet dell’8 settembre.

La ministra Bellanova, infatti, si è formata sul campo più che nelle aule universitarie: ha alle spalle una lunga carriera da sindacalista ed è da sempre impegnata nella lotta al caporalato. Inizia la sua carriera nei sindacati appena ventenne, nel settore dei braccianti e poi diventa coordinatrice regionale delle donne Federbraccianti.

Nel 1988 viene nominata Segretaria Generale provinciale della Flai (Federazione Lavoratori AgroIndustria), nella provincia di Lecce. Nel 2006 entra per la prima volta in parlamento con l’Ulivo e nel 2016 diventa viceministro dello Sviluppo economico, carica che mantiene anche nell’esecutivo guidato da Gentiloni.

Chi è Teresa Bellanova, la nuova ministra dell’Agricoltura del governo Pd-M5S

Il suo tweet conferma le dichiarazioni rilasciate nell’intervista a Repubblica dell’8 settembre. La ministra non rinnega la sua storia ma precisa che lo studio per lei è un’attività di grande valore: “Non sono orgogliosa di non aver un titolo di studio ma non l’ho mai nascosto”.

Bellanova da giovanissima avrebbe voluto studiare ma non ha potuto farlo perché le sue condizioni economiche non glielo permettevano: “Ricordo la fatica delle sveglie all’alba a 14 anni per andare a lavorare l’uva da esportare. Ne resti segnata. Quando vieni privata dell’infanzia e del diritto al gioco, quando non hai la fortuna di studiare perché lavori e le due cose sono incompatibili allora ti crei una corazza. Mentre giuravo da ministro pensavo alle amiche braccianti che non ci sono più”, ha aggiunto Teresa Bellanova.

Spesso il fatto di non essere laureati viene additato come una “colpa”, ma altrettanto spesso abbandonare gli studi non è una scelta. Pensa alle amiche, morte “di lavoro” nei campi del pugliese dove anche lei ha trascorso lunghe giornate a raccogliere la verdura e la frutta di stagione.”Le mie amiche non è solo che non hanno potuto studiare, ma non hanno potuto vivere, avere figli… Per me tutto il resto, la polemica su come mi vesto, sul mio aspetto, è irrilevante. Io a loro ho pensato”, conclude.

Si sofferma anche sulla polemica infamante che ha suscitato il suo vestito blu a balze durante la cerimonia di giuramento al Colle: “Non avevo avuto tempo di comprare nulla. Lo avevo acquistato per una cerimonia di nozze e ora non so neppure se riuscirò ad andarci. Ma di certo quell’abito lo riutilizzerò”.

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