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La Meloni esulta sul mancato finanziamento alla Casa delle Donne: “Bloccata oscenità del Pd”

Di Anna Ditta
Pubblicato il 7 Feb. 2020 alle 09:48 Aggiornato il 7 Feb. 2020 alle 09:52
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Immagine di copertina
A sinistra la Casa Internazionale delle donne. A destra Giorgia Meloni. Credit: Ansa

La Meloni esulta sul mancato finanziamento alla Casa delle Donne: “Bloccata oscenità del Pd”

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, esulta dopo il mancato finanziamento alla Casa Internazionale delle donne di Roma. L ‘emendamento presentato dai relatori al decreto Milleproroghe per finanziare con 900 mila euro nel 2020 la Casa è stato infatti dichiarato inammissibile delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio alla Camera. Il Pd ha annunciato ricorso – poi bocciato – mentre la leader di Fratelli d’Italia rivendica quanto accaduto come una vittoria.

“Grazie a FdI è stata bloccata l’ultima oscenità del Pd”, scrive Meloni su Twitter. “Dare quasi un milione di euro del Mef, guidato da Gualtieri, alla Casa delle Donne, associazione di sinistra che si trova nello stesso collegio nel quale il Ministro è candidato. Non si usano Istituzioni per comprare consenso”. L’accusa è che il ministro dell’Economia avesse tentato una mossa che avrebbe potuto aiutarlo nella campagna elettorale alle suppletive per entrare in Parlamento nel Lazio, nel collegio di Roma centro.

“Ce la stiamo mettendo tutta per trovare il modo di salvare la Casa Internazionale delle donne. Adesso mi auguro che il Presidente della Camera accolga il nostro ricorso”, ha detto la deputata Pd Laura Boldrini.

Ma poche ore dopo la presidenza delle commissioni congiunte Affari Costituzionali e Bilancio ha annunciato di aver bocciato i ricorsi. L’inammissibilità è stata dichiarata per consentire un anticipo del 40 per cento degli indennizzi dei truffati dalle banche. I lavori riprenderanno lunedì alle 14, la speranza delle donne della Casa ora è che possa essere approvato un subemendamento.

“La Casa Internazionale delle Donne è salva” aveva scritto su Facebook il 5 febbraio la sindaca di Roma Virginia Raggi, facendo riferimento proprio all’emendamento del Milleproroghe (in realtà proposto da Italia Viva e condiviso da Pd e M5S). Ma forse aveva esultato troppo presto.

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