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Home » Politica

Lettera a TPI: “Prima di giudicare Grillo bisognerebbe conoscerlo”

Immagine di copertina
Credit: ANSA

Lettera di un lettore di TPI alla redazione:

Caro Beppe,
pochi ti conoscono a fondo o fanno finta di non conoscerti. Si limitano ad interpretare i tuoi gesti, i tuoi modi di essere e di esternare, come se dietro, oggi, a differenza di ieri, non ci sia niente di motivato. Nessuno ti ha concesso l’onore del dubbio, sul perché tu abbia commesso, agli occhi di tutti, solo colpi di testa.

Ti conosco da sempre, fin dal tuo primo spettacolo, sei riuscito a farmi sorridere masticando rabbia, un po’ come Gaber. Hai detto e predetto tante cose giuste, hai insultato chi andava insultato ma sempre lasciando un sorriso sulle labbra a noi che ti ascoltavamo.

Hai anche chiesto scusa quando hai sbagliato, ma oggi non lo devi fare e non lo farai perché dietro alle tue scelte, alle tue manifestazioni non c’è un pazzo, un uomo che ha perso il senno, la lucidità, ma un uomo al quale, in questo momento, stanno crollando addosso le ragioni alle quali quello stesso uomo ha dedicato una parte fondamentale della sua vita.

Le ragioni di un padre consapevole di aver rovinato la vita ad un figlio a causa della sua posizione, soprattutto politica ma non solo. Un figlio coinvolto in una storia sbagliata, detto alla De Andrè, ma una storia in cui, a stabilire i contorni, tra violenza e storia comune, ci si è messo di mezzo un ex ministro della Repubblica, che non starebbe lì a difendere nessuno se non si fosse trattato di un caso in cui è coinvolto il figlio del peggior nemico politico da abbattere.

Non è importante se l’insigne avvocato difensore sia stato ingaggiato o abbia cercato lui la ragazza alla quale offrire la sua difesa. L’insigne avvocato non si sarebbe mai sognato di concedere il preziosissimo tempo se la vicenda avesse riguardato gente normale.

La rabbia di quel video, caro Beppe, non è per difendere un figlio da un’accusa – se fosse provata saresti tu il primo a sbatterlo a calci in galera – ma  per una disperazione impotente dovuta esclusivamente alla tua posizione, attraverso la quale la politica è entrata in qualche modo nell’intimità degli affetti più cari, una colpa di cui non riuscirai mai a farti una ragione.

21 luglio 2020: Conte ottiene il Recovery Fund. 18 agosto 2020: Draghi parla al meeting di CL, Draghi gestirà quei soldi. Chi pensa che tutto questo questo sia casualità è un ingenuo o in malafede.

L’Europa non fa nulla di concreto se non è lei in prima persona a gestirne i contenuti, non si è fatta scrupolo di interrompere la nostra democrazia al tempo del governo Berlusconi, messo alla porta e sostituito con un suo pezzo da novanta, il Monti di Goldman Sachs, con lo stesso, logico, criterio non si sarà fatta scrupolo di subordinare 200 miliardi di euro (!!!!) alla condizione che a distribuirli ci avesse pensato non un suo qualsiasi pezzo da novanta, ma la massima espressione della sua leadership.

Loro, i politici di vertice, lo sapevano tutti. Noi no, il popolo non lo poteva e non lo “doveva” sapere… Lo sapevi anche tu, Beppe. Come gli altri pari grado non potevi dirlo, ma lo sapevi.

Alla formazione del governo di TUTTI, tutti sapevano che non sarebbe esistita alcuna soluzione alternativa per incassare quei soldi, si sono appecoronati da destra a sinistra senza fiatare compresi i tuoi ragazzi, frastornati nel trovarsi in cul de sac senza uscita e Tu che hai fatto?

Te ne ne sei uscito a modo tuo, con il sarcasmo di colui che non può far altro che riderci sopra amaramente, allegoricamente, con una considerazione talmente lontana dalla tua persona da farmi ridere fragorosamente e, nello stesso tempo, da non capire il motivo per cui tutti gli altri hanno creduto che dicessi sul serio.

Continuano a biasimarti perché non lasci il Movimento a Conte. Ma Conte è un uomo che non aveva alcun interesse, nessuna passione per il Movimento Cinque Stelle. Non lo votava prima e non si è iscritto neanche dopo averlo portato per due volte alla presidenza del Consiglio, non ha mai dimostrato affezione se non per la gestione di equidistanza tra il Movimento e il partner di centrosinistra.

Conte è l’unica persona, tra le “eccellenze della società civile”, che abbia accettato l’invito dei 5S, regolarmente rispedito al mittente da tutti gli altri. Conte, purtroppo, non è un Grillino e vorrebbe essere a capo dei Grillini con uno statuto di cui noi non conosciamo né i contenuti né i paletti e se anche li conoscessimo, non saremmo in grado di giudicare.

Io so solo che adesso Rousseau non c’è più, senza capire ancora dove fosse il confine tra ingerenza e difesa delle regole, prima fra tutte la difesa dei due mandati, Di Battista non c’è più e con lui i principi fondativi più coerenti ed elementari , Morra, Lezzi e adesso anche tu, Beppe, che oggi tutti accomunano a Berlusconi come un padre padrone della politica.

Maurizio Contigiani

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