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Lombardia, bagarre su Fontana: la mozione di sfiducia non passa. “Siete arrivati alla fine”

In Consiglio Regionale la maggioranza respinge la mozione di sfiducia del PD, che secondo la Lega "oggi perde pezzi". Per i Dem invece è "l'inizio della fine della legislatura", mentre in Italia Viva prosegue il caso-Baffi

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 8 Set. 2020 alle 18:48 Aggiornato il 8 Set. 2020 alle 18:50
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Polemiche aperte dopo lo scontro nel Consiglio Regionale lombardo, dove la maggioranza di centrodestra ha votato compatta contro la mozione di sfiducia presentata dal PD nei confronti del Presidente Attilio Fontana. Su 78 presenti, 49 consiglieri hanno votato no, mentre 29 hanno votato a favore.

Nel conteggio dei voti di opposizione manca Patrizia Baffi: la consigliera di Italia Viva, confermando la posizione espressa nella sua intervista a TPI, è uscita per non votare un atto considerato inutile, dopo aver denunciato nel suo intervento la “gogna mediatica” alla quale sarebbe stata sottoposta dal centrosinistra. La rottura tra la consigliera di Codogno e il partito di Matteo Renzi sembra ormai inevitabile: alla chiara indicazione fornita da IV nei giorni scorsi fa seguito il commento odierno del Senatore lombardo Eugenio Comincini, secondo il quale la mozione andava votata a prescindere dall’esito, perché “lo strumento ha valore politico: noi siamo alternativi a questa gestione, alla Lega e ai suoi alleati. Le distanze e le posizioni si prendono e si misurano con atti politici. Non esistono altri strumenti. Altro che scuse”. E la parlamentare milanese Lisa Noja ribadisce: “La gestione incompetente e arrogante dell’emergenza Covid in Lombardia è sotto gli occhi di tutti. E i lombardi non la meritano.  Questo oggi va affermato senza ambiguità con un voto favorevole a quella mozione”. Già nel gruppo misto, essendo stata eletta col PD, Baffi cambierà ancora partito?

Attilio Fontana ha detto di non credere all’ingresso della consigliera renziana in maggioranza, ma soprattutto ha bollato la mozione di sfiducia come “molto inconsistente”.

“La maggioranza ha dato risposte molte chiare a tutte le presunte contestazioni”, ha detto. “Abbiamo perso un po’ di tempo, adesso dobbiamo ricominciare a lavorare alle cose che servono ai nostri cittadini. La mozione di sfiducia non mi ha particolarmente infastidito, lascia il tempo che trova, ha confermato la compattezza di questa maggioranza quindi sono assolutamente soddisfatto. È il clima che è stato creato in questo periodo le tante bugie, le infamie che sono state raccontate sul mio conto, quel clima di odio che credo che sia controproducente per tutto il Paese”.

Dello stesso tenore il commento di Paolo Grimoldi, segretario lombardo della Lega, che ha sarcasticamente ringraziato il PD “per aver presentato l’ennesima strumentale e insensata mozione di sfiducia al governatore Fontana, perché ogni volta che presentano queste mozioni perdono pezzi, fanno figuracce e dimostrano la loro totale mancanza di argomenti politici”.

Vista dalla parte dei Democratici, invece, la vicenda segna invece “l’inizio della fine”, come ha commentato il capogruppo Fabio Pizzul. “La Lombardia rimane su un treno senza conducente, come quello che si è schiantato a metà agosto a Carnate, ma il voto di oggi inaugura la fine della legislatura regionale, perché si è spezzato il filo di fiducia tra chi guida la Regione e i cittadini. In questi mesi i lombardi si sono sentiti soli e abbandonati come non era mai successo e a salvarli è stato solo il lockdown voluto dal Governo. Fontana e la sua giunta, intanto, si sono chiusi nel palazzo e hanno dichiarato a più riprese di non aver sbagliato nulla. Per quanto la legislatura regionale possa trascinarsi, nei fatti è già finita, al di là del voto espresso oggi in Aula da una maggioranza che non vuole ammettere il proprio fallimento nella gestione dell’emergenza”.

Durissimo il commento della deputata Dem Barbara Pollastrini: “Senza pudore e senza onore. In Consiglio Regionale, Lega e destra tutta si chiudono in una propaganda difensiva, senza mostrare un minimo di riflessione e consapevolezza. Senza la decenza di ammettere che qualcosa non è andata, usando numeri, modi arroganti e argomenti che non rendono verità alle migliaia di morti della Lombardia, ai tantissimi ammalati e alle loro famiglie.Il voto alla mozione di sfiducia alla giunta Fontana aveva esito scontato, i numeri ci erano chiari, ma per il PD e per il suo gruppo consiliare è un’occasione importante per tornare a chiedere verità. E per costruire una mobilitazione che continuerà nelle idee e nelle proposte per costruire per la Lombardia l’alternativa politica, sociale e di vita”, ha detto la parlamentare milanese.

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